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Musée National Marc Chagall

“J’ai voulu les [les toiles du message biblique] laisser dans cette maison pour que les hommes essaient d’y trouver une certaine paix, une certaine religiosité, un sens à la vie (…) Peut-être dans cette maison viendront les jeunes et les moins jeunes chercher un idéal de fraternité et d’amour tel que mes couleurs et mes lignes l’ont rêvé (…) Je voudrais aussi qu’en ce lieu on expose des oeuvres d’art et des documents de haute spiritualité de tous les peuples, qu’on entende leur musique et leur poésie guidée par le cœur”

Il Museo Nazionale Marc Chagall, museo monografico e tematico, è nato dalla volontà dell’artista di riunire in un unico luogo il suo più importante lavoro sulla Bibbia: le diciassette tele cha compongono il Messaggio Biblico.
L’architetto scelto per la costruzione del museo, effettuata in stretta collaborazione con lo stesso Chagall, fu Andrè Hermant (1908-78). Le vetrate dell’auditorium e il mosaico del parco integrano l’opera dell’artista all’architettura del luogo.
Dopo la morte dell’artista nel 1985 il museo continua a evolvere e da museo tematico si trasforma in museo monografico, testimoniando assieme la spiritualità dell’opera dell’artista, la sua appartenenza alle correnti artistiche del XX sec. e la sua continuità con l’arte dei secoli passati


Le Musée national Marc Chagall, musée monographique et thématique, est né de la volonté de l’artiste de rassembler en un lieu unique et construit à cet effet son plus important travail sur la Bible : les dix-sept toiles qui composent le Message Biblique.
L’architecte choisi pour la construction du musée, effectuée en étroite collaboration avec Marc Chagall, fut André Hermant (1908-1978).  L’auditorium du musée est éclairé par trois vitraux également réalisés par l’artiste. Ces vitraux et la mosaïque, intègrent intimement l’œuvre de l’artiste à l’architecture du lieu.
Depuis la mort du peintre en 1985, le musée, toujours porteur de l’universalité du message de Chagall, continue à évoluer. Peu à peu se dessine pour lui un nouvel avenir : de musée thématique il se transforme en musée monographique à part entière, témoignant à la fois de la spiritualité de l’œuvre de l’artiste, de son inscription dans les courants artistiques du XXème siècle et de sa continuité avec l’art des siècles passés.


Le prime 12 tele rappresentano episodi della Bibbia la cui esposizione segue volutamente un ordine che non è quello cronologico:

Abramo e i tre angeli
Il sacrificio di Isacco

Il colore è protagonista, negli sfondi, nei dettagli, nei contrasti, nella sua assenza -come nel caso dell’arcobaleno dopo il diluvio- e nella sua esclusività come nella scena raffigurante il diluvio universale, che  osservato da dentro l’arca acquista un’atmosfera di umanità e di gioia inaspettati:

Dentro l’arca
Il sogno di Giacobbe
La creazione di Eva e il peccato originale

Un secondo gruppo di 5 tele è invece dedicato al Cantico dei Cantici: e, come questi versi, sono anch’esse un vero e proprio inno all’amore, a cominciare dalla dedica alla moglie:

Davide e Betsabea

Il museo presenta numerose opere di Marc Chagall che non hanno carattere biblico. Esse sono come delle tracce della carriera e della vita dell’artista. Tre città figurano infatti al cuore della sua creazione: Vitebsk, la sua città natale, Parigi, dove conclude la sua formazione dal 1910 al 1914 e dove si stabilisce nel 1923 e Vence, dove acquista una casa nel 1949 al suo ritorno in Francia dopo la guerra.


Le musée présente de nombreuses oeuvres de Marc Chagall qui n’ont pas un caractère biblique. Ces oeuvres sont comme des traces de la carrière et de la vie de l’artiste. Trois villes figurent au cœur de sa création : Vitebsk, sa ville natale, Paris où il achève sa formation de 1910 à 1914 et où il s’installe en 1923 et Vence, enfin, où il achète une maison en 1949, à son retour en France après la Guerre.

la stanza di parigi (1909)
gli innamorati in verde (1910)
arazzo
autoritratto in verde (1914)
la danza
l’acrobata

6 commenti

  • marco(a)

    Bellissime le foto, che estraendo certi particolari mostrano come ogni quadro possa essere scomposto in molti altri quadri, che raccontano ciascuno una propria   storia

    Tra l’altro la serie del “cantico dei cantici” veniva proposta con una musica di Bach, adatta ad accompagnare il visitatore mentre ammira questa serie di quadri, che sarebbe bello ritrovare, come si puo’ fare?
  • anto

    già, avrei fatto cento foto ad ogni quadro, tanto più che, inaspettatamente… SI POTEVA!!!!! :))) Ogni tela conteneva decine di storie, di particolari, di significati, una fantasmagoria di forme e colori allo tesso tempo densa di significati e leggera come lo spirito che l’autore vi ha insufflato! splendide!

  • Apolline

    Quel magnifique musée ! … J’aime follement Chagall ! … J’espère que vous pourrez voir le plafond de l’Opéra de Paris qu’il a peint ! … Bises

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