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A spasso per le rovine antiche di Atene

Che poi dire “antiche” è in realtà un pleonasmo perché, visto che Atene è una città sorprendentemente ordinata, tranquilla e pulita, le rovine non possono essere che quelle dei Greci antichi, la più famosa delle quali è ovviamente il Partenone. 

Il tempio domina l’Acropoli e l’intera città: ovunque ci si trovi, tra i quartieri del centro, si è sovrastati da questo incredibile monumento che è resistito a millenni di guerre, erosione, esplosioni e razzie.

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Parallelamente la vista sulla città di cui si può godere da lassù è altrettanto sbalorditiva, mostrando una metropoli un po’ bizzarra, formata da costruzioni mai troppo elevate,  ma dall’estensione incredibile.

Qui di seguito due photosphere con la vista del e dal Partenone


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L’Acropoli risale al V secolo a. C. , periodo in cui Pericle realizzò un grande programma di riedificazione di Atene, con la costruzione di tre templi e una porta monumentale.

Il teatro di Dioniso subì un’ulteriore modificazione nel IV sec. a. C. mentre quello di Erode Attico, usato ancor oggi per concerti all’aperto, venne aggiunto nel II sec. d. C.

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l Propilei furono costruiti nel 437-432 a. C. per dare un nuovo ingresso all’Acropoli.

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Il Partenone fu progettato per ospitare la statua in avorio ed oro di Atena Parthenos alta 12 metri, scolpita da Fidia. Nel corso dei secoli è diventato chiesa, moschea e arsenale, subendo ingenti danni, i più drammatici dei quali furono quelli provocati dall’esplosione del 1687 in seguito al bombardamento dei veneziani contro i Turchi.

Costruito secondo una simmetria perfetta vi si è fatto ricorso a molteplici correzioni ottiche per contrastare gli effetti della prospettiva.

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L’Eretteo sorge sul punto più sacro dell’Acropoli: qui Poseidone avrebbe lasciato i segni del suo tridente e l’olivo di Atena vi sarebbe germogliato. Famoso per la sua architettura ionica molto decorata e per le Cariatidi, che ora si trovano al Museo dell’Acropoli

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Le vestigia si trovano in tutta l’area attorno all’Acropoli: un anello di vegetazione e pietre antiche corre attorno alla collina, separando la città moderna da questo che fu il cuore di una delle più grandi civiltà europee.

L’Agorà era il centro del mercato dell’antica Atene: i teatri, le scuole e le stoà gremite di negozi contribuivano a fare della piazza il centro sociale e commerciale della città.
L’area è oggi dominata da un lato dalla ricostruita Stoà di Attalo (metà del XX sec) che ospita il museo dell’Agorà, dall’altro dall’Efaistieion.



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Da”altra parte della collina la vista si estende fino al Pireo. Da notare il nuovo museo dell’Acropoli che riunisce al suo interno tutte le parti del fregio e sculture del periodo classico rinvenute sul sito. La costruzione possiede un’architettura davvero notevole e soprattutto simbolica: ha le stesse dimensioni e l’orientamento del Partenone, il cui riflesso è sempre visibile sulle vetrate dell’ultimo piano.


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Nella parte sud rispetto all’Acropoli sorge il Tempio di Zeus Olimpio, che è il più grande della Grecia. I lavori di costruzione iniziarono nel VI sec. a. C., ma esso rimase poi incompiuto per 650 anni. L’imperatore romano Adriano (il cui arco sorge a fianco del sito) lo dedicò a Zeus Olimpio in occasione della sua seconda visita ad Atene. Delle 104 colonne corinzie originali, alte 17 metri, sono solo 15 quelle rimaste, sufficienti comunque a dare un’idea della grandiosità della costruzione.

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La biblioteca di Adriano, che aveva una dimensione di 118 m per 78 m fu costruita negli anni successivi al 132 d. C. Oltre alla vasta libreria facevano parte del complesso sale più piccole e un giardino con piscina.

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La torre dei venti si trova all’interno delle rovine dell’Agorà romana. Costruita nel II sec. a. C., fungeva da stazione meteorologica e da orologio idraulico. Sui fregi esterni sono raffigurate le personificazioni degli otto venti.

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ll Ceramico è stato un luogo di sepoltura fin dal XII sec. a. C. Era percorso dalla Via Sacra, che conduceva da Eleusi a Kerameikos, e dalla Via Panatenaica, che partiva dalla Porta di Dipylon per giungere all’Acropoli. Lungo il viale delle tombe si trovano le copie delle sculture oggi conservate al Museo Archeologico o al Museo Oberlander. Qui sono custodite anche le statue rinvenute all’interno della Porta Sacra e del Dipylon, tra cui una sfinge di marmo dalla bellezza commovente.

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Se ora vi state chiedendo chi contribuisca alla manutenzione di tutto questo bendidìo di reperti ed opere d’arte, la risposta è nelle foto seguenti:

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Un intero esercito di gatti si prende cura con amore e devozione delle ricchezze archeologiche della città (e solo le malelingue osano affermare che è soprattutto nelle vicinanze dei ristoranti che prestano servizio).

Un commento

  • marco barsotti

    ma roba da matti, chi puo’ avere messo in giro questa diffamazione!! ??

    ….l’ultima volta che ho letto il nome “Pericle” ero alle medie!! Grandissima Atene.