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Carrières de Lumière di Baux-de-Provence – Michelangelo, Leonardo e Raffaello, i giganti del Rinascimento

Desta sempre stupore il saper creare cose belle dal nulla.
Che si tratti di creazione artistica o più semplicemente di inventiva nello sfruttare gli spazi, nel mettere in scena spettacoli coinvolgenti e nel proporre punti di vista inediti, il saper immaginare e dare corpo alla bellezza è una capacità che fa sempre vibrare qualcosa di profondo.

E’ il caso dello spettacolo Carrières de Lumière che viene messo in scena all’interno delle cave di pietra dismesse nei pressi del villaggio di Baux-de-Provence. 
Creato nel 1976 vede i 6000 metri quadrati delle pareti in pietra trasformarsi in giganteschi schermi tridimensionali sui quali vengono proiettate immagini che, assieme ai suoni che le accompagnano, danno vita a un’esperienza immersiva davvero unica.

Le cave, scavate lungo i secoli per estrarre la pietra calcarea utilizzata per la costruzione del castello e del villaggio di Baux, vengono chiuse nel 1935 a causa della concorrenza dei materiali di costruzione moderni. Nel 1959 Jean Cocteau, impressionato dalla bellezza dei luoghi, decide di girarvi alcune sequenze del suo film Il testamento di Orfeo.

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Anche Albert Plécy, redattore capo del Parisien libéré, nel 1975 resta affascinato dal luogo e comincia a pensare alla realizzazione di uno spettacolo di luci e suoni, progetto che porta due anni dopo alla creazione di Cathédrale d’Images, che rinnova di anno in anno, arrivando, nel 2009 con lo spettacolo su Picasso, ad attirare più di 250.000 visitatori. 
Nel 2011 la città di Baux-de-Provence affida la gestione del luogo a Culturespaces che arricchisce lo spettacolo delle tecnologie più avanzate e nel 2012 propone il primo tra i suoi spettacoli: Gauguin, Van Gogh, les peintres de la couleur. 

Si tratta della più grande installazione multimediale fissa in Francia, con 70 proiettori che disegnano le immagini su più di 6000 metri quadrati di pareti e suolo: lo spettatore si trova completamente immerso nell’immagine proiettata su tutte le superfici della pietra.
Il dispositivo ha richiesto due anni di lavori e studi per far sì che le immagini in movimento si fondano perfettamente con il suono e si sposino con la configurazione del luogo. 

L’insieme di arte e tecnologia digitale (il concept AMIEX, per Art Music & Immersive Experience) mira a far conoscere le opere dei grandi nomi della pittura in modo innovativo e del tutto originale, a partire da migliaia di immagini digitalizzate trasmesse attraverso la fibra ottica, che permette di renderne fluida la riproduzione e di portare il segnale fino a 500 metri con una risoluzione superiore al full HD. 
La qualità della musica, al cui ritmo le immagini si muovono, è adattata alle specificità del sito; ogni diffusore copre 45 gradi di parete emettendo un suono che risulta omogeneo da qualunque punto lo spettatore lo ascolti. 
Gli spettatori sono invitati infatti a muoversi liberamente nello spazio mentre tutto attorno, sui muri e sotto i loro piedi, si dispiega uno scenario immaginifico, omaggio ai più grandi nomi della pittura.
Un esperienza unica attraverso la quale si è davvero dentro le opere d’arte, in e con tutti i sensi. 

Dal 6 marzo scorso e fino al 3 gennaio 2016 la proiezione ha per tema “Michel-Ange, Léonard de Vinci, Raphaël. Les Géants de la Renaissance”, realizzato da Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi.
Guidati da musiche scelte minuziosamente si riscoprono opere eccezionali come l’Annunciazione, la Vergine con Bambino e Sant’Anna, la Gioconda e l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci.  La Dama col liocorno, la Scuola di Atene o il Trionfo di Galatea di Raffaello; la volta della cappella Sistina e il Giudizio Universale di Michelangelo.
Le opere vengono viste da una prospettiva diversa che offre la possibilità di coglierne i dettagli in modo inusuale e ne mette in valore aspetti meno visibili.
Molte opere, inoltre, appaiono sulle pareti per gradi come se venissero create sotto i nostri occhi da una mano invisibile. In questo modo i personaggi vengono messi in risalto in modo narrativo, le opere d’arte diventano altrettante storie che si raccontano e si rispondono nascendo a nuova vita sulle pareti della cava.

Lo spettacolo comincia con un volo d’uccello sopra i tetti di Roma, poi sono le Madonne di Leonardo e Raffaello a disegnarsi nelle nicchie di una chiesa.

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Nella prima sequenza vediamo apparire i capolavori e i disegni leonardeschi, mentre la seconda si apre sull’interno di un palazzo rinascimentale riccamente decorato, la sala dei Gigli di Palazzo Vecchio a Firenze, che serve da scenografia ai ritratti di corte di Leonardo e di Raffaello.

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Seguono le sculture di Michelangelo, una delle sequenze emotivamente più coinvolgenti: il David, il Mosè, la tomba di Lorenzo de Medici, quella di Giulio II e la Pietà appaiono come scolpite “per forza di levare” dalla sua mano invisibile nelle pietre stesse della cava.

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Un’altra sequenza ci immerge negli affreschi del Vaticano: la volta della cappella Sistina, le logge di Raffaello e le Camere del Vaticano, nonché i suoi affreschi alla Farnesina, per poi tornare alla Cappella Sistina col Giudizio Universale nel finale dello spettacolo.

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Qui sotto un breve video che, pur non essendo ripreso con strumenti e in modo adeguato, credo che renda almeno in parte l’emozione di una simile mise en scène.

 

Lo spettacolo è riprodotto in loop, intervallato da una proiezione più breve, “Le voyage fantastique” una fantasia di immagini e suoni in omaggio a Jules Verne.

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Nelle pause tra gli spettacoli le cave vengono illuminate in modo suggestivo per  essere mostrate nella loro funzione originaria.

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