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D’in su la vetta della Torre Branca

Era inevitabile.
Sono tantissimi i luoghi di Milano in cui il pensiero non può che correre a Tommaso Labranca, ma questo forse più di molti altri. Sarà forse l’assonanza con il suo nome, sarà che la poesia da cui questo verso è tratto fa parte di quelle Poesie dell’Agosto Oscuro (2005), così rappresentative della sua intelligenza e sensibilità, sarà che da lassù si vede tutta la sua Milano, ma la salita su questa Torre per me è stato qualcosa di altamente simbolico. 

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Altamente sì, per la precisione 108,60 metri di simbolo. Realizzata nel 1933 su progetto di Giò Ponti, fu inaugurata con il nome di Torre Littoria in occasione della V Triennale di Milano. Chiusa alle visite nel 1972 è tornata visitabile nel 2002, dopo l’acquisizione e la ristrutturazione da parte della società Branca, quella del Fernet, che vi installò dapprima un bar ristorante e che oggi la gestisce come punto panoramico.
E la vista sulla città è davvero unica.

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Non era una giornata particolarmente tersa, il caldo afoso rendeva l’aria molto pesante, ma, chissà per quale assurda contingenza atmosferica, si riuscivano stranamente a vedere le Alpi. Innevate.
E mentre la guida ci raccontava un po’ la storia della Torre, ripetendo più volte “la Branca, la Branca, la Branca” per riferirsi all’azienda che ha ridato vita alla costruzione, a me veniva da sorridere un po’.

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Ecco il sonetto con relative note dell’autore. E’ uno dei due di ispirazione leopardiana che Tommaso Labranca ha dedicato al locale di tendenza che si trova ai piedi della Torre Branca. 

 

Due sonetti dinanzi al Just Cavalli1

D’in su la vetta della Torre Branca2
Passerei solitario questa estate
Spaziando il guardo oltre le vetrate
Sulla città che adesso è giù in Sri Lanka

A Formentera, Cuba o nelle Azzorre.
Io solo resterei là sulla torre
A individuare i luoghi in cui ho vissuto
Cercandoli felice nel tessuto

Urbano, ma il passo mi è precluso
Da un buttadentro dallo sguardo ottuso.
La torre condivide il suo portale

Con quello che conduce ad un locale
D’uno stilista dal casato equino
Che non gradisce v’entri il popolino.

 

 

1Il Just Cavalli è un locale di presunta tendenza, decorato con eccessi estetici tipici del barocco brianzolo (cfr. Tommaso Labranca, Estasi del Pecoreccio, Castelvecchi 1995). Si trova a Milano, nel Parco Sempione sotto la Torre Branca.

2La Torre Branca (ex Torre Littoria) è una torre metallica alta oltre 100 metri, uno dei pochi punti da cui si può vedere Milano dall’alto. È opera dell’architetto Giò Ponti, inaugurata nel 1933 in occasione della Quinta Triennale di Milano. E’ stata riaperta recentemente al pubblico, ma spesso l’ottusa security del Just Cavalli non vi permette l’accesso temendo che il visitatore ipsofilo della torre devii in realtà verso i divani zebrati dell’esclusivo locale.

 

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