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Castel Thun

Certo, in una giornata di sole la visita sarebbe stata senz’altro più gradevole, permettendo di approfittare anche dei giardini e dei cortili interni del castello. Senza contare che i suoi locali molto bui sarebbero stati illuminati in quel caso dalla luce esterna, permettendomi di fare delle foto di sicuro migliori, ma tant’è. Peraltro la giornata piovosa pervasa da una nebbiolina ghiacciata e i colori autunnali del paesaggio hanno accentuato l’atmosfera un po’ malinconica di quelle stanze congelate in un apparente presente, in cui gli oggetti sembravano solo aspettare chi potesse rendere loro un’utilità, ancora una volta.

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Castel Thun, si trova in Val di Non, in cima ad una collina a 609 m vicino al paese di Vigo di Ton. Venne costruito nella metà del XIII secolo e fu la residenza della famiglia dei Tono, antichi feudatari vescovili.

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E’ un monumentale fabbricato di stile gotico circondato da un complesso sistema di fortificazioni, ricco di torri e torrette e con la Porta Spagnola costruita con massicci conci bugnati. Varcata la porta del ponte levatoio, si entra nel colonnato dominato dalle due torri medievali dette “delle prigioni” e 18 massicce colonne di pietra. La singolare tettoia serviva per riparare i cannoni dalle intemperie. Di fronte al colonnato, si erge il palazzo baronale che è la parte più antica del castello.

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Dalla parte opposta sorge la Torre della biblioteca.
Il palazzo baronale fu costruito sulla viva roccia da Manfredino, Albertino e dai quattro figli di Marsilio Thun.
L’atrio è nella vecchia torre gotica, vi si possono ammirare un grande stemma dei Thun-Kónigsberg con la data 1585 dipinto sulla volta e tracce di affreschi quattrocenteschi.

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Al piano terra si trovano le stanza di rappresentanza

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A sinistra del lungo corridoio si apre la porticina della cappella dedicata a S. Giorgio, decorata a tempera da uno dei discepoli di Jacopo Sunter della scuola di Bressanone.

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Al primo piano ci sono le cucine e le stanze di servizio.

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Ai piani superiori le stanze private

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Nella sala della spinetta è presente un cembalo a martelli databile attorno al 1800. Come tutti gli aristocratici dell’epoca anche i Thun amano e coltivano la musica. A Praga ospitano e proteggono celebri compositori come Mozart, Liszt e Chopin.

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La sala degli antenati è una sala di rappresentanza, vi si trovano i ritratti di illustri gentiluomini, dame e prelati che serbano memoria del nobile casato.

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Stanza del camino: realizzato nel primo 1500, è un trionfo rinascimentale di forme vegetali, intrecciate in volute ed elaborate grottesche, tra grappoli d’uva, volti di putti, mascheroni e musi di animali.

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L’ultimo piano, ridefinito dagli interventi settecenteschi, presenta una serie di camere e salotti riservati al riposo e alla sfera privata. La sala delle mappe è dedicata all’esposizione dei possedimenti Thun nel territorio trentino.

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La
 Stanza del Vescovo è forse l’ambiente più noto e celebrato del castello. La struttura cinquecentesca in legno di cirmolo e abete, fu riadattata da Sigismondo Alfonso Thun, principe vescovo di Trento e Bressanone nella  seconda metà del ‘600. La Porta di Ercole, datata 1574 è ornata di rilievi a tema sacro e profano e da intarsi con motivi vegetali e vedute di città. La stufa in maiolica bianca e blu (1671) presenta i simboli araldici dell’aquila tirolese, del casato Thun e dell’agnello con vessillo, simbolo del principato vescovile di Bressanone.

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La Camera azzurra è tradizionalmente indicata come la stanza dove avrebbe soggiornato Napoleone durante uno dei suoi passaggi in regione. Prende il nome dal colore turchino della carta da parati, completata da delicate bordure a motivi floreali.

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Sul finire del ‘700 ogni stanza dei piani superiori è dotata di un’elegante stufa in maiolica. Collocata a parete la stufa era caricata da un corridoio o da un vano di servizio esterno.

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Camera Biedermeier
Rivestita da carta da parati gialla e completata da pitture a tempera con medaglioni sorretti da tritoni, è arredata da mobili ottocenteschi. Alcuni sono improntati alle forme sobrie e funzionali dello stile Biedermeier di ambito mitteleuropeo, altri sono realizzati da mobilieri lombardi. La stanza è dotata di un intimo cabinet rivestito da una raffinatissima carta da parati di provenienza parigina, in cui si alternano ovali con scene mitologiche, allegorie delle arti e vedute marine.

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