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Passaggio da Giotto – La Cappella degli Scrovegni

Era da tanto che desideravo visitarla, ma l’unica volta che mi ero trovata a passare per Padova, subito dopo il restauro avvenuto nel 2001, avevo scoperto con grande delusione che è possibile farlo solo previa prenotazione da farsi almeno il giorno prima.
Era da un po’ che volevo farlo, tanto che quando Matteo mi ha proposto di accompagnarlo a Padova per una visita di ricognizione dei locali in cui verrà allestita la prossima mostra delle opere Henjam, il mio primo pensiero è corso lì in mezzo a quegli affreschi. E tanto che quando poi Matteo mi ha detto “magari poi andiamo a vedere la Cappella degli Scr..” “sìììì!!!!” è stata la mia immediata risposta.

Il primo consiglio pratico per chi si trovi di passaggio a Padova e desideri visitare la Cappella degli Scrovegni è dunque quello di ricordarsi di prenotare la visita. Pagando con carta di credito è possibile farlo fino alla sera prima, ma organizzatevi bene la giornata perché è necessario riservare l’ora precisa, essendo previsto un ingresso ogni 20 minuti di gruppi di al massimo 25 persone.
Capisco che non tutti possono avere il timing perfetto di me e Matteo, che infatti siamo famosi per l’accuratezza di tutto ciò che facciamo, soprattutto quando agiamo in sinergia, ma con un po’ di organizzazione ce la si può fare.
Sorvolando su questi dettagli che è meglio non approfondire (l’importante è che finora non abbiamo mai fatto danni, non grossi almeno) e concentrandoci sul fatto che alla Cappella degli Scrovegni siamo arrivati alle 14.40 in punto, giusto in tempo per trovarci accodati agli altri visitatori che stavano entrando al nostro stesso orario, il consiglio è di non arrivare proprio all’ultimo momento, perché lì, loro, sono piuttosto precisi.

Il secondo consiglio, nel nostro caso collegato al primo, è di non seguire Waze per arrivarci, soprattutto se siete un po’ giusti con i tempi, perché, come capita spesso con questo sistema di navigazione, poi succede che trova un percorso alternativo che fa risparmiare 2 minuti, ma che, facendoti arrivare da una strada che non prevede indicazioni visibili per la localizzazione del sito e nemmeno del parcheggio, ne perdi poi 15, quando va bene.
Comunque noi l’abbiamo trovato (sempre grazie alle nostre doti sopraffine di previsione e precisione), ma voi aprite gli occhi perché le indicazioni sono davvero carenti, anche per localizzare l’ingresso alla Chiesa degli Eremitani e quindi alla Cappella adiacente.

In ogni caso ce l’abbiamo fatta e l’unico rammarico in questa spettacolare esperienza è che nella cappella ci si possa trattenere solo 20 minuti.
La visita infatti avviene secondo dei criteri molto rigidi che prevedono una sosta preventiva di 20 minuti in una sala in cui viene trasmesso un filmato introduttivo (noioso, diciamocelo, di nessun interesse) ma che ha in realtà lo scopo di far acclimatare i visitatori all’atmosfera speciale della Cappella e soprattutto all’umidità controllata. Essa è stata infatti il principale responsabile della degradazione degli affreschi.
In realtà sul sito ho poi visto che sono previste delle visite serali eccezionali dalla durata doppia. Se potete approfittarne fatelo, perché 20 minuti immersi in quegli affreschi passano davvero in fretta.
All’inizio infatti si è catturati dall’insieme e solo poco a poco si riesce ad entrare nei dettagli. E’ solo allora che si gustano le espressioni dei visi, il pathos della mimica, le posture dei vari personaggi, la definizione dei paesaggi, la ricchezza delle architetture, della flora e della fauna: le Storie della vita di Gesù e della Vergine sono raccontate con una dovizia di particolari che si moltiplicano quanto più tempo si riesce a passare ad osservarle.

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Il Giudizio Universale è lo spettacolo più coinvolgente, l’Inferno soprattutto con i dannati così realisticamente raffigurati nel loro tormento eterno e Lucifero e i demoni e le fiamme a torturarli. Da 700 anni e ancora per molti secoli, l’Eternità essendo una parola grossa e francamente un concetto un po’ antico.

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Ecco un altro po’ di foto. Se ne trovano forse di migliori sul web, ma le mie le metto qui, che poi magari ci torno.
Qui. A Padova non so.

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