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Dolby Cinema a Nizza – Inaugurazione Cinema Pathé Gare du Sud

Dopo tre settimane di lavori è stato inaugurato questa sera il multiplex Pathé di Nizza, situato alla Gare du Sud, zona in fase di grande valorizzazione, che comprenderà a fine lavori nuovi spazi per mostre ed esposizioni, oltre ad aree commerciali e residenziali.

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Il nuovo Cinema Pathé comprende 9 sale, di cui una attrezzata con l’eccezionale tecnologia Dolby Cinema, una delle poche sale già realizzate in Francia e la prima al Sud.

Questo tipo di sale sono concepite per far sì che la visione di un film diventi un’esperienza immersiva e di altissima qualità e infatti già all’ingresso della sala Dolby, in cui per l’appunto è avvenuta questa sera l’inaugurazione del Cinema, si è introdotti in uno spazio che si preannuncia speciale, attraverso il passaggio in un corridoio fatto di immagini e suoni avvolgenti. 

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La serata, introdotta dai discorsi del Presidente del gruppo Pathé-Gaumont Jerôme Seydou, dal rappresentante del sindaco di Nizza Philippe Pradal e da un responsabile della Dolby Julian Stanford, prevedeva la proiezione del film Larguées, una gradevole commedia francese tutta al femminile.

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La sala è dotata di 380 posti a sedere esclusivi: poltrone in pelle con poggiapiedi e sedile reclinabile, nere, come nero è tutto il rivestimento a parete e a pavimento, per far sì che la resa dell’eccezionale contrasto Dolby Vision sia ottimale.

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Lo schermo è di dimensioni notevoli (19,5 m), ma è soprattutto la tecnologia che è alla base della costruzione di questa sala a fare la differenza. Essa, spiegataci mirabilmente da Antonio, responsabile della sua realizzazione, merita un discorso approfondito.

Il Dolby Cinema è un’installazione di altissima qualità, che unisce le tecnologie Dolby Atmos (audio) e Dolby Vision (video).
Per quel che riguarda l’audio è necessaria forse una breve premessa, in modo che sia chiaro quanto quello che qui viene diffuso sia di qualità elevata.
L’audio multicanale (ovvero emesso da piu’ altoparlanti, in modo da ricreare un’immagine sonora tridimensionale) esiste nel cinema fino dagli anni sessanta, ma con il passaggio al digitale ha fatto passi avanti incredibili. Dapprima con il “Dolby Digital”, che prevedeva “cinque + 1” (5.1) canali, codificati sulla pellicola stessa. Si tratta in questo caso di un canale centrale, due laterali e due posteriori. Più uno, quello per  il subwoofer.
Il passaggio successivo è stato quello al  “sette +1”, nel sistema SDDS: centrale, laterale destro intermedio, laterale destro, sinistro intermedio, sinistro, posteriori. 
In ogni caso il suono era inviato agli altoparlanti in modo univoco, indipendentemente dal fatto che la proiezione avvenisse in una piccola sala, in una media o in una enorme. Con Atmos Dolby fa un passo avanti logico: il suono viene descritto dal regista (o meglio dal tecnico del suono) in base alla sua provenienza spaziale effettiva, e non all’altoparlante a cui e’ destinato. Sara’ il software del cinema stesso a decidere quali altoparlanti attivare, in base alla tipologia della singola sala ed alla sua installazione. Questo ovviamente si aggiunge al fatto che il numero degli altoparlanti si moltiplica coprendo non solo le pareti ma anche il soffitto, per un’effetto ancora piu’ immersivo.
Noi abbiamo avuto modo di vedere anche dietro lo schermo gli altoparlanti ed i woofer installati e constatare che decisamente Pathé ha investito molto in questa sala.

Dolby Vision riguarda invece l’immagine. Cosa rende l’immagine del cinema superiore a quella della TV, pur avendo un numero di pixel molto simile? Come nella fotografia, si tratta del contrasto, e del “gamut”, ovvero della capacita’ di riprodurre i colori in un ampio range dinamico.
Per raggiungere l’incredibile contrasto del Dolby Vision (1.000.000:1) vengono usati due proiettori Christie allineati, ciascuno dotato, anziche’ di tradizionali lampade, di un fascio di luci laser capaci di proiettare immagine a 31 fL (pari a 108 nits). La differenza si fa ancora più sorprendente nel caso del 3D, dove la luminosità arriva a 14 fL (pari a 48 nit), al posto degli scarsi 4.5 fL nominali, in realtà poi raggiunti pure di rado. Inoltre lo schermo in questo caso è bianco, non c’è necessità del “silver” con l’orribile hotspot.
Abbiamo avuto la possibilità di vedere una demo tratta da “La Bella e la Bestia” in 3D e devo dire che l’effetto è stato davvero stupefacente.
Antonio non ha voluto svelarci i misteri di questi laser, ma sospettiamo che possano essere modulati singolarmente in modo da permettere, appunto, questo punto di nero sostanzialmente perfetto. In ogni caso, difficile capire l’impatto dell’installazione da una semplice descrizione: occorre proprio andare a vederlo.

Complimenti a Dolby e a Pathé per questa realizzazione proprio nel cuore di Nizza, in una zona ottimamente servita dal tram.
Un ringraziamento speciale ad Antonio. Felice che Nizza abbia da oggi una cosa bella che è anche un po’ sua.

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