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Holes in the Historical Record – William E. Jones

La mostra Holes in the Historical Record di William E. Jones è visitabile fino al 28 luglio al numero 7 di via Stradella a Milano, uno dei punti espositivi della Galleria Raffaella Cortese.

Servendosi di documenti della Library of Congress di Washington relativi ad uno studio fatto per documentare la recessione agricola avvenuta in America tra il 1935 e il 1944, l’artista seleziona volutamente gli scatti scartati e censurati, quelli che per motivi a noi ignoti non rispondevano ai criteri richiesti. Le fotografie ritenute inadeguate venivano denominate “killed” e forate in modo da non poter essere più utilizzate.
Quello che Jones qui realizza è dunque soprattutto un atto di rinascita. Lungi dall’essere state davvero uccise queste fotografie non solo riportano in vita la realtà agricola americana di quegli anni, ma ambiscono a far rinascere ciò che era stato dato per spacciato. E lo fanno attraverso un buco nero dal quale la luce che ha un tempo impressionato la pellicola tenta ora, contro ogni legge della fisica, nuovamente di uscire.

image from www.flickr.com

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Jones si serve di queste immagini in modo interlocutorio. Uniformando la posizione e la grandezza del foro egli fa di quest’ultimo una costante che si installa sull’immagine come un punto interrogativo.
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icostruire a questo punto non è più necessario, la risposta non risiede nell’immagine completa ma proprio in quel buco, nell’assenza che diventa presenza ricorrente.

Nel video che completa l’installazione esso è il punto da cui nascono e muoiono una ad una le immagini reiette: create dal vuoto ne vengono successivamente riassorbite in una sequenza ipnotica che in qualche modo documenta il lato ignoto della storia.

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I dittici e i trittici indagano, nella ricorrenza della parte mancante, temi dai risvolti poeticamente significativi.

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Per saperne di più sull’artista: williamejones.com

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