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Le Fantôme de la Prom’: il Casinò de la Jetée-Promenade

C’è una costruzione a Nizza che pur non essendoci più da più di 70 anni si è impossessata in qualche modo del suo panorama più celebre, quello della Promenade des Anglais.
Il Palais de la Jetée-Promenade, un edificio dal profilo esotico che per una cinquantina d’anni ha occupato l’orizzonte della Baie des Anges nel punto più centrale della città -di fronte a quello che ora è il Casinò Ruhl- ha continuato ad abitare l’immaginario di chi lo ha visto solo nelle riproduzioni dell’epoca, diventando così un vero e proprio fantasma.
È a questa presenza/assenza che il Museo archeologico della città di Nizza ha dedicato un’esposizione, in occasione delle campagne di recupero di reperti cominciate nel 2015 e 2016, alla ricerca di ciò che poteva ancora restare sui fondali delle due costruzioni.
Sì, perché i fantasmi in realtà sono due, due sono le costruzioni sorte su quella piattaforma e scomparse poi per ragioni molto diverse ma altrettanto avventurose.
Ma andiamo per ordine.
La mostra è stata prolungata di due mesi, a causa del successo di pubblico ed è visitabile fino al 14 gennaio. Vi invito ad andare a visitarla perché vi sono raccolti documenti molto interessanti e numerosi resti di arredi ed oggetti recuperati dalle acque del mare.

L’originalità dell’architettura su piattaforma installata sul fondale marino a modello dei piers inglesi è senz’altro alla base della mitizzazione di questo palazzo nato e fiorito durante la belle époque, simbolo di quella dolce vita della città che in quegli anni stava diventando una delle più celebri per il turismo dell’alta società europea.

Sotto il secondo impero in Francia le stazioni balneari e le città di mare hanno il diritto di aprire dei casinò per offrire distrazioni e divertimento ai viaggiatori. Diventata francese nel 1860 Nizza moltiplica le strutture e poiché non c’era abbastanza spazio nel centro della città, per la loro installazione vengono fatte proposte più o meno fantasiose.

Si cerca innanzitutto di sfruttare lo spazio occupato dal fiume in centro città, motivo per il quale il Paillon viene coperto e lo spazio sul lato nord di Place Massena verrà occupato dal Casinò Municipale (1884-1979).
Altri progetti si ispirano ai piers alla moda in Gran Bretagna e prevedono la costruzione di un molo con piattaforma per lanciare nella Baie des Anges un casinò sospeso sull’acqua. Questa soluzione sarà quella scelta per il Palais de la Jetée-Promenade.

La prima incarnazione di questa struttura fu concepita a partire dal 1878 da James Brunlees, ingegnere britannico specializzato in infrastrutture portuali e ferroviarie e viene costruita tra il 1880 e il 1883. Tutti gli elementi sono prefabbricati in Inghilterra.
250 piloni che devono sostenere la costruzione vengono fissati al fondale marino, poi sulla piattaforma vengono montate la grande cupola centrale, i padiglioni e le gallerie che ospitano la sala per gli spettacoli, le sale da gioco e i ristoranti.Le strutture portanti sono in metallo, i muri in legno, i tetti in acciaio zincato. La struttura non ancora completata è aperta al pubblico per le regate di Nizza del 1883 e riscuote per l’occasione un grande successo.


Programmata per l’8 aprile 1883 l’inaugurazione del primo palazzo non avrà mai luogo perché il 4 aprile l’edificio prende fuoco.
Dopo 20 minuti dallo scoppio dell’incendio, il cui calore fa esplodere alcuni vetri dell’Hôtel des Anglais che si trova di fronte, la cupola centrale crolla, seguita da altre parti del palazzo.
Secondo alcune testimonianza il fuoco avrebbe potuto prendere inizio dall’imballaggio in paglia di alcune sedie, anche se altre voci, senza però alcun fondamento, ne farebbero un incendio doloso imputandone le cause alla concorrenza del Casinò Municipale o di quello di Monte Carlo.

Se gli interni e i mobili del Palais che verrà ricostruito in seguito sono in parte noti per i molti scatti realizzati, non si può dire lo stesso per il primo palazzo, anche se le scoperte archeologiche fatte in seguito ai più recenti scavi permettono di sciogliere una parte del mistero relativo alle decorazioni.

Passano alcuni anni prima che che una società franco belga acquisti il Palais de la Jetée nel 1888.
La nuova costruzione è ispirata al Taj Mahal e alle cupole in vetro e acciaio dell’esposizione universale di Parigi del 1878.
I muri sono costruiti in mattoni cavi per scongiurare il rischio di incendio, un’ampia passeggiata fa il giro della costruzione e le terrazze sono accessibili al pubblico per permettere di approfittare del panorama sulla baia.
L’inaugurazione avviene il 10 gennaio 1891, il suo successo è immediato.

All’epoca dell’inaugurazione il 10 gennaio del 1891 il secondo palazzo della Jetée-Promenade si distingue ancora per la sua simmetria e la sua relativa coerenza architettonica, ma visto l’incredibile successo e l’afflusso sempre più importante di avventori, presto si rende necessario un ampliamento: un nuovo atrio di accesso, una prima veranda, nuove gallerie vetrate e estensioni destinate ad ospitare più saloni, ristoranti e sale da gioco vengono aggiunte mano a mano. Numerosi locali tecnici ed amministrativi sono invece distribuiti sui tetti e sulla facciata sud del palazzo che finisce per sfigurarsi.

 

 

I diversi spazi di ristorazione, i bar, le gelaterie, i caffè e i ristoranti erano non solo decorati con grande cura ma anche regolarmente aggiornati secondo la moda del momento. Grandi chef si sono succeduti ai fornelli di questo stabilimento, come il celebre cuoco e teorico della ristorazione Henri Heyraud che nel 1919 è chiamato alla direzione del ristorante.

 

Come tutti i casinò il Palais de la Jetée propone dei giochi d’azzardo. Alla sua apertura nel 1891 bisogna essere membri del circolo privato per accedere ai tavoli di whist e baccarà, poi con gli anni gli spazi dedicati si ingrandiscono e diventano sempre più importanti con l’apertura al pubblico della sale da gioco nel 1908.
La roulette fa il suo ingresso nel giugno del 1935 ed ha talmente successo che in tre mesi i tavoli da 2 devono passare a 5.

 

Oltre ai giochi ci sono gli spettacoli: commedie, riviste, operette. Grazie ai proventi del gioco vengono ingaggiate delle troupes permanenti e i programmi sono rinnovati regolarmente. Nel 1925 la scena viene ingrandita e vengono presentate opere sempre più grandiose che prevedono la presenza di cori e balletti. Fa la sua apparizione il cinema, vengono organizzati dei combattimenti di boxe e balli eleganti.

Se il Casinò de la Jetée è scomparso suo ricordo resta estremamente vivo nella memoria dei nizzardi: fotografato, disegnato, dipinto, dalla sua apparizione il palazzo diventa un elemento potente del panorama del litorale, utilizzato in pubblicità e nella letteratura, diventò da subito il simbolo della città. Oltre alle migliaia di cartoline, una quantità enorme di oggetti derivati è stata prodotta in questo periodo. Alcuni sono dei souvenir specifici del palazzo, degli oggetti ricordo venduti nelle boutique stesse della struttura: piatti ornamentali, cucchiai, posacenere, flaconi di profumo, portasigarette, cofanetti, pendenti, ventagli, quadri orologi e molti altri oggetti più o meno kitsch.


Altri oggetti sono più generici souvenirs della città, rappresentanti il panorama della Promenade des Anglais che non può più prescindere da questa originale costruzione. Il Casinò diventa anzi una sorta di logo della città e viene utilizzato anche per la promozione di eventi dall’ufficio del turismo: manifesti, etichette, programmi, inviti, menu , intestazioni di fatture e carta da lettere, imballaggi, spartiti, copertine di libri, basta quel noto profilo per richiamare immediatamente la città e la sua art de vivre.

La fine del Palais de la Jetée fu segnata dal regime di Vichy, le cui misure comprendono la chiusura degli stabilimenti da gioco in Francia. Il Casinò chiude le porte il 20 dicembre 1942 e lo stabilimento viene smantellato per recuperarne il metallo in vista del suo riutilizzo: vengono prima prelevati il rame, i bronzi, i cavi elettrici, le lattonerie e i banchi in zinco. All’inizio si pensa però che l’edificio non verrà distrutto completamente, ma nel gennaio 1944 le autorità militari tedesche decidono di completarne la demolizione che dura da marzo a giugno. Vengono riciclate sopratutto le putrelle in acciaio che vengono utilizzate come barriere anticarro.

Quando Nizza viene liberata il 28 agosto 1944 dell’antico edificio non resta che qualche palo che affiora dall’acqua.

Le operazioni archeologiche, iniziate nel 2011 come conseguenza degli studi collegati alle manifestazioni per i 150 anni dell’annessione della contea di Nizza alla Francia puntavano soprattutto a trovare tracce del primo casinò.
Con le operazioni di scavo del 2015 e del 2016, oltre a numerosi elementi del secondo casinò sono stati ritrovati anche molti oggetti appartenenti alla costruzione distrutta nell’incendio del 1883.

 

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