Photography,  Sports

Esposizione di Raymond Depardon al Museo Nazionale dello Sport a Nizza

Fino al 17 febbraio il Musée National du Sport che ha sede a Nizza espone gli scatti più celebri di Raymond Depardon, uno dei più importanti fotografi francesi.
Nel 1964 il giovane fotografo viene inviato a Tokyo per documentare i giochi olimpici. Si tratta dei suoi primi scatti in ambito sportivo, ma questa diventerà d’ora in poi la sua specialità, continuerà infatti ad essere uno dei fotografi ufficiali durante ben 5 olimpiadi, vale a dire fino a quelle di Mosca del 1980.

Una delle prime cose che egli apprende è che per cogliere la bellezza del gesto sportivo bisogna innanzitutto anticiparlo, in modo da immortalare la riuscita, lo sforzo e l’emozione estrema: la disperazione di Michel Jazy dopo la sconfitta nei 5000 metri a Tokyo (1964) la gioia di Colette Besson nel vincere i 400 metri a Città del Messico (1968), la tripletta leggendaria di Jean-Claude Killy a Grenoble (1968) e la grazia e di Nadia Comaneci a Montreal (1976), tutte immagini scolpite per sempre nella storia dello sport.

Attraverso la sua esperienza di reporter Depardon fissa anche altri istanti, fatti storici che vanno ben al di là dell’ambito sportivo: il pugno alzato degli atleti afro-americani in Messico nel 1968 e la presa in ostaggio della delegazione israeliana di cui è testimone durante le Olimpiadi di Monaco del 1972.

L’esposizione comprende più di 130 fotografie in bianco e nero:

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Essa comprende anche approfondimenti riguardo l’attrezzatura da lui utilizzata e annotaziooni sulla tecnica e il cuore che il fotografo metteva nei suoi scatti.

Il Museo Nazionale dello Sport fu trasferito a Nizza da Parigi nel 2015.
L’esposizione permanente si presenta come un cammino nel tempo dei diversi generi di sfida che lo sforzo sportivo porta in sé.
Innanzitutto la sfida contro se stessi. Sono gli sport di performance, in cui la forza morale e fisica devono unirsi per trovare il perfetto equilibrio  tra corpo e spirito. Atletica, nuoto, ciclismo, ginnastica e sci. In questa sezione assistiamo all’evoluzione di strumenti e tecniche per oltrepassare se stessi.

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In seguito si incontra la sfida a due: boxe, tennis, arti marziali, lotta, scherma. Tutte discipline in cui dallo scontro a due deve uscire un solo vincitore. È il duello che ha fatto nascere delle vere e proprie leggende.

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La sfida collettiva invece ha a che fare con lo spirito di squadra. Lo sport è anche il terreno sul quale vengono condivisi dei valori.
Negli sport di squadra ogni giocatore dipende da quello che fanno gli altri e la vittoria diventa collettiva non solo per i giocatori ma anche per i tifosi che si identificano nei loro colori.

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L’ultima sezione riguarda la sfida oltre i limiti. Domare il mare, il deserto, la montagna o i cieli, oltrepassare i limiti fisici e fisiologici, adattando le tecnologie e i materiali per oltrepssare i propri limiti e quelli della natura.

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Per quel che riguarda le collezioni, il Museo Nazionale dello Sport è attualmente in possesso di 43.000 oggetti che risalgono a periodi storici che vanno dal XVI al XX secolo, tra i quali i manifesti costituiscono la parte più importante. Ma anche dipinti e sculture, divise e attrezzi, trofei e medaglie e infine anche oggetti della vita quotidiana (giocatoli, pubblicità ecc.) che in qualche modo testimoniano dell’importanza del fenomeno sportivo nella società e d conseguenza nei nostro ricordi e nella cultura popolare.

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