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Capo Sounion e il tempio di Poseidone

Un’altra destinazione perfetta per una gita da fare in giornata partendo da Atene è quella verso Capo Sounion, che si trova nella punta estrema della Penisola Attica e dista solo 67 km dalla capitale della Grecia.

A questo luogo sorprendente è legata una leggenda sull’origine del nome del Mar Egeo.
Narra il mito, presente nell’Odissea, che Egeo, re di Atene e padre di Teseo, attese proprio a Capo Sounion l’arrivo del figlio andato a combattere contro il Minotauro sull’isola di Creta e che prima della partenza padre e figlio fecero un patto: la nave di Teseo sarebbe dovuta rientrare issando le vele bianche in caso di vittoria, quelle nere in caso di sconfitta.
Teseo riuscì a uccidere il Minotauro ma si scordò di issare le vele bianche. Quando Egeo vide la nave avvicinarsi a capo Sounion con le vele nere, immaginando la morte del figlio, fu colto dalla disperazione e si uccise gettandosi nel mare che poi prese il suo nome.

Nel punto più alto del promontorio sorge il Tempio di Poseidone, a 60 metri a picco sul mar Egeo: la struttura risale al 600 a. C. ma fu distrutta dai persiani nel 480 a. C. per poi essere ricostruita 40 anni dopo da Pericle.
Una statua di Poseidone dall’altezza di 5 metri sorgeva all’interno del tempio e una parte di essa è esposta ora nel museo Archeologico di Atene.
Esisteva anche un altro tempio dedicato alla dea Atena in questo sito, ma di esso sono state rinvenute solo le fondamenta.

Gli scavi archeologici di questa zona iniziarono nel 1906 e riportarono alla luce la magnificenza di questo tempio, famoso già nell’antichità per la sua posizione panoramica a picco sul mare. Le 18 colonne giunte fino a noi, sono di ordine dorico e la trabeazione del tempio riportava dei fregi votivi in rilievo realizzati col marmo dell’isola di Paros ora conservati al Museo Archeologico Nazionale di Atene.

Tra miti e leggende molte sono le curiosità legate a questo tempio. Su una delle colonne è possibile vedere la parola “Byron” incisa nel 1810 dal poeta Lord Byron durante una visita al tempio. Un’altra curiosità riguarda il fatto che esiste una diciannovesima colonna che sarebbe in realtà giunta sino a noi: essa si trova ora a Venezia all’interno di Palazzo Briati. È qui dal 1826 dopo essere stata sottratta dai mercanti veneziani da quello che conoscevano come “Capo Colonne”. Sulla sua sommità è stato posto il Leone di San Marco, simbolo della città.

Questo promontorio non è famoso solo per le sue leggende e per i suoi resti archeologici, ma anche per gli splendidi panorami.
Lungo il percorso che da Atene ci conduce a Capo Sounion, possiamo osservare alcune tra le più belle spiagge della costa  e troviamo anche il lago di Vouliagmeni, un piccolo lago salmastro alimentato da correnti sotterranee.
La laguna si è formata circa 2000 anni fa per il crollo di una grande caverna a seguito di un terremoto. Il lago ha condizioni ambientali uniche: è alimentato da acqua di mare calda (28-35ºC) attraverso un canale sotterraneo che percorre una rete di grotte allagate, per cui la sua temperatura non scende mai sotto i 18 °C (di solito si aggira intorno ai 21-24 °C), mentre una sorgente d’acqua dolce riduce la sua salinità a livelli salmastri. Esso continua in profondità nella montagna con una grotta sottomarina mai esplorata del tutto, poiché la sua fine sembra non poter essere rintracciata nemmeno dai sonar.
A causa della sua temperatura costante dell’acqua calda e del suo ricco contenuto di idrogeno solforato, il lago funziona come un centro termale sin dalla fine del XIX secolo.

Le acque del lago sono abitate dai piccoli pesci Garra Rufa, che esfogliando le cellule morte della pelle attuano una pedicure del tutto naturale.

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