Radio

The final day

Life is on

30 giugno 2007, Playradio ci ha lasciato.
Qualcuno questo interruttore lo ha spento.
A me però piace pensare che la mia radio se ne sia solo andata in vacanza, che sia volata  via verso spiagge più serene ad allietare con la sua melodia, fantasiose popolazioni abitanti regioni ai confini dei nostri sogni. E’ vero che non tornerà più (nemmeno a settembreeee!!!!), ma non voglio pensarla morta.
La musica non muore mai: una volta che ti si è incisa nelle cellule non la puoi cancellare. Forse viene ricoperta dalla coltre ovattata degli inverni che si susseguono, attutita dalle spesse falde acquifere delle primavere che le si riversano sopra, ma ti rimane lì, nel cervello, segnale elettrico che rincorre altri segnali elettrici sulle sinapsi, seguendo le strade biologiche dei ricordi.
Appunto, i ricordi… io amo inscatolare tutto per bene nella mia memoria.
Non sono molto ordinata solitamente, ma i ricordi, quelli sì che devono essere tutti belli in riga: fotografie, lettere, appunti, vecchi libri e vecchia musica, ma anche oggetti utili ormai solo ad accendere la fiammella del tempo andato (oltre che il fuoco della mia stufa!!!), sono diligentemente archiviati su supporti materiali e, da qualche tempo e ove possibile, anche digitali… non sia mai che mi scappi qualche pezzettino di vita, che mi sfugga anche solo un’occasione per risvegliare un profumo, un’emozione, un sapore, un istante di vita vissuta nel bene o nel male!
Ecco allora questa mia mania dello scatto selvaggio, dell’immortalare avidamente soprattutto quello che amo per non farmelo sfuggire di mano. Forse è uno smisurato senso del possesso che mi guida. E forse è proprio questa possessività che acuisce il senso della perdita che a volte mi prende… Probabilmente dipende dal fatto che sentimenti ed emozioni sono tanto fuggevoli e impalpabili che non mi sembra mai di riuscire a farli miei del tutto; anche se poi mi accorgo che ne sono talmente intrisa da strariparne, come una spugna rigonfia che appena impugnata libera tutto il liquido che le si era infilato in ogni pertugio…
Così è la musica, impalpabile ma invadente, ti filtra nelle fessure e si fa talmente tua da non riuscire più a distinguerla dal tuo respiro, dall’aria che emetti col fiato, che ne risuona spesso a tua insaputa.
E nell’aria che mi circonda la musica c’era sempre, presenza costante e consolatoria, arricchente e stimolante, amica e amante, maestra e al tempo stesso pupilla da allevare.
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Oggi non più.
Oggi ho spento tutto.
Per un pò.
Domani forse metterò in funzione qualche aggeggio, ma la radio no. Non ancora.

Ecco… mi ritrovo ad aver sbrodolato fiumi di parole inutili, mentre volevo solo presentarvi il mio ultimo reportage fotografico sul Final day di Playradio, è il mio modo per salutarla e per fissare nella mia memoria anche questi ultimi momenti passati insieme ad una compagna davvero preziosa.

Il mio Final day comincia con Stefano: appuntamento fisso col mio amico del week-end (a proposito anche oggi il quiz l’ho azzeccato eh? quasi impossibile che il mio “pensiero laterale” facesse cilecca, ormai era una sfida tra me e lui!)


Prosegue in compagnia della Monica

E poi del Chicco Giuliani (Gabriella presenza fugace e muta causa sciopero dei giornalisti)

Un altro lungo pomeriggio per Simone
Infine l’ultima ora, l’ultima puntata di Playtunes, con i più bei brani musicali cui Playradio è stata legata e molti intensi momenti di ringraziamenti e ricordi che nessuna immagine può riprodurre

Il direttore come vedete era in formissima, anche se mi è venuto il dubbio si volesse far passare per il poster che lo ritrae in posa I want you per farsi incollare alle pareti dello studio

a un certo punto si è riunita una folla da saloon

e il Buono, il Brutto e il Cattivo, ne hanno approfittato per farsi uno spuntino a base di fagioli con le cotiche e tequila ad un orario finalmente consono…

un saluto speciale a Tommaso

che ci ha omaggiato della seguente chicca. Guardate un po’ qui (post del 29 giugno). Questi suoni e commenti ci serviranno ad accendere un sorriso nei momenti bui.


infine, ore 20, si spengono le luci

e cala il sipario

 

CIAO PLAY



 

 

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