My Family

Le storie di Pippi

Sabato sera ho fatto un incontro speciale. Ho incontrato pippi calzelunghe; non l’avevo riconosciuta subito, così, senza il cavallo a pois e la sua scimmietta. Così le ho chiesto chi fosse e lei ha cominciato a sciorinarmi la lista dei luoghi dove aveva vissuto.
Io le ho chiesto di raccontarmi la sua storia e aprendo le mani mi ha mostrato i suoi tanti cuori
uno per ogni vita che le avevano raccontato e che avrebbe raccontato a me.

Ha ragione pippi: più di ogni altra cosa i luoghi che ci hanno accolto hanno impresso nelle nostre cellule la loro forma, i loro colori e il loro profumo. Ne portiamo la traccia nella memoria, ma spesso anche nella pelle, nei capelli e a volte nelle carni.
Ma prima ancora che venissimo modellati dallo spazio che abbiamo abitato e che ha al tempo stesso abitato le nostre sensazioni, emozioni ed esperienze, è il tempo che ha prodotto la miscela da cui ognuno di noi è scaturito.
E’ sempre il tempo che crea.
E soprattutto il tempo degli altri: la catena infinita di vita, amori, ferite e stupori che trasforma il passato in un torrente cangiante di colori sapori e suoni che non si spengono mai del tutto, almeno fino a quando ci sarà qualcuno a ricordarli. E a raccontarli.

In questo fiume è bello tuffarsi e ripercorrerlo al contrario come i salmoni, che cercano di dare futuro alla vita tornando all’origine, al luogo da cui è nato tutto.
E’ una corrente dove siamo al tempo stesso punto di partenza e punto di arrivo. 

Per questo non mi sono sorpresa quando, chiedendole chi ero io, lei mi ha mostrato migliaia di cuori passati, quelli di coloro che mi hanno preceduto e ha cominciato a raccontarmi le loro storie.
Così stanotte mi sono persa col pensiero nel loro numero, che aumentava vertiginosamente mano a mano che mi faceva retrocedere nella storia e nelle storie, vere, sognate o immaginate, di tutti coloro dei quali porto inevitabilmente la traccia nel corpo.
E inevitabilmente nell’anima.
Ho cercato con lei nel passato le vite narrate dal vento, immaginato i racconti sussurrati davanti ai camini, finto di ascoltare le fiabe che mi raccontano ancora i volti muti di chi, pur sopravanzandomi, mi segue da sempre sui fili della mia ragnatela.

Chissà la mia storia chi la racconta

Bisnonni paterni nonno
Bisnonni paterni nonna
Bisnonni materni nonno
.

Bisnonni materni nonna

E ora allora ancora inizia un’altra storia di memorie, che non sono meno mie di quelle di coloro che mi hanno preceduto, solo mi assomigliano un po’ di più

anto e il primo mare
anto e l’utimo mare

 

16 commenti

  • MMM Marty

    come sempre riesci a raccontare le tue storie in modo poetico e davvero emozionante!!Per la cronaca io sono quella che dorme ma i pesci li piglio lo stesso!!!!grazie per le cose che scrivi ,riesci a portare il sole anche nelle giornate più grigie (come lo sfondo del direttore) tvb

  • accgian

    che immagini bellissime !!!

    grazie per averci portato nei tuoi ricordi e nei tuoi cuori….

    se è vero, come credo anche io, che è il tempo degli altri quello che crea, speriamo che anche il nostro qui nel condominio, seppur breve, ti lasci un cuoricino piccolo piccolo…

    PS – al primo mare, hai un faccino da furbetta !!! :))))

  • marco(a)

    Quante riletture occorrerà fare per questo racconto…


    Quante letture ne staranno facendo le persone in biancoenero che ci hai mostrato, dovunque si trovino adesso ? Quanti ricordi hai suscitato nelle loro memorie, che vanno a loro volta indietro, fino all’inizio di tutto, quando si era proprio pochi, su questa terra (qualcuno pensa: “due”, un uomo e una donna) ?

    …..

    Chi racconterà la tua storia,,,,

    se non hai figli che raccolgano files, versione moderna delle vecchie stampe in biancoenero …

    Forse chi ti ama, o ti ha amato (o ti amera’, se prevedi di vivere ancora a lungo). Almeno dovrebbe tentarci.
     

  • Giuly

    [ciò è buono]

    che bel post…toccata e affondata direi! Stupendo davvero…

    e l’immagine del quadro dei cuori è stupendoooooooooo…fatto tu?

    baci**

  • Apolline

    J’aime beaucoup cette note qui raconte comment nous sommes inscrits dans la chaine des générations et comment cette inscription se fait dans notre personne aussi, dans notre corps, puisqu’à tous ceux qui nous ont précédé, nous ressemblons.
    Ahahah ! … Ne faut-il pas être jumelle comme toi [et moi ! :)], pour avoir la conscience la plus intime – comme révélation chaque jour rassurante et comme douleur perpétuellement aigüe de la séparation et de l’abandon – que chacun de nous, dans son esprit comme dans son corps, n’existe jamais que dans le “redoublement du même” ?
    Je t’embrasse fort.

  • anto

    je suis en train de relire les notes les plus anciennes que j’avais publié sur vox et je suis un peu étonnée de voir combien j’écrivais O_O
    c’est une belle sensation de retrouver les sentiments qui m’animaient et de lire tous les commentaires de ma communauté….
    A vrai dire j’ai commencé parce que je me suis rendue compte que j’ai perdu quelques notes dans l’exportation… heureusement que j’avais fait un back up aussi sur wordpress… je pense que celles qui me manquent j’irai les copier à nouveau ici (sur wp les musiques, les vidéos et les liens n’ont pas été importés).
    C’est vrai que le fait d’être jumelle donne à la vie une dimension différente… on n’est jamais complètement seul mais on l’est toujours un peu plus par rapport à ceux qui ne le sont pas.
    bisous Apolline! je t’embrasse fort!
    ps. j’ai une belle nouvelle: lundi ma mère a reçu les réponses de tous les côntroles qu’elle venait de faire et…. tout va bien! il paraitrait que pour le moment on a gagné, au moins la bataille! :)))

  • Apolline

    Je suis trés contente pour la belle nouvelle ! Je t’embrasse plein plein de fois. Si tu viens sur mon WP, tu vas laisser une adresse mail et nous pourrons échanger des messages privés. Bisous

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