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Il Gatto egizio

Sembra che il gatto sia stato addomesticato intorno al 2000 a.C., nell’antico Egitto. Fino ad allora era vissuto allo stato selvatico. Gli Egizi amavano la sua presenza amichevole e le sue qualità di cacciatore di topi, mentre il gatto adorava essere oggetto delle loro attenzioni. A partire dal 1567 a.C. il gatto divenne un animale sacro, considerato come manifestazione della dea Bastet, divinità protettrice della fertilità e delle gioie terrene(la danza, la musica e la sessualità) e dea della salute. Ogni anno milioni di persone affollavano il tempio della dea Bastet a Bubasti, per venerare la dea con canti e danze.
Nell’antico Egitto, uccidere un gatto era un reato punibile con la morte.

Bastet

In realtà per gli antichi egizi moltissimi animali erano sacri, ma nessuno era amato quanto il gatto. I sacerdoti tenevano sempre qualche micio nei loro templi e in ogni casa vi era un gatto, trattato con ogni cura: Per ottenere un favore dalla dea Bubasti era sufficiente offrire del pesce particolarmente prelibato ai suoi rappresentanti terreni. Alla morte i gatti venivano mummificati esattamente come si faceva per i faraoni e per gli esseri umani e i loro corpi venivano sepolti in una necropoli destinata a loro. I gatti venivano chiamati onomatopeicamente Miu o Mao per il loro tipico verso. In caso di morte naturale gli abitanti della casa si radevano le sopracciglia in segno di lutto e veniva organizzato un particolare rituale funebre, dopodiché la salma veniva portata a Bubasti, dove venivano organizzati anche pellegrinaggi e feste.

In Egitto sono state trovate più mummie di gatto che di essere umano e dai reperti ritrovati si è potiuto rilevare l’esistenza di due tipi di gatto: uno col muso corto e le orecchie piccole e un altro col muso allungato e le orecchie lunghe. Non esisteva invece alcuna differenza per il pelo, che era corto e pezzato.

Ecco invece un esemplare di gatto egizio moderno: 

A giudicare dalla fame che aveva quest’altro si evince che attualmente non sono proprio trattati con la stessa cura e venerazione rispetto agli antenati che vivevano presso i costruttori di piramidi.

A guardare le piramidi linvece sono riasti questi:

 

 

 

 

11 commenti

  • Apolline

    [c’est top]

    Chaque fois que je vois des antiquités egyptiennes, je ne peux m’empêcher de penser à Théophile Gautier, à son magnifique   “Roman de la Momie”  et sa nouvelle fantastique dans un genre à la mode à son époque (Cf Maupassant) : ” Le Pied de la Momie” : oeuvres qui, avec mon livre d’histoire de 6ème, oeuvre d’art à lui tout seul et la série des ” Contes et Légendes de l’Antiquité …” ont enchanté mon enfance.

    Il est vrai que les Egyptiens n’ont pas adoré que le Chat. N’oublions pas le chien “APIS”, gardien des ténèbres … qu’on voit gardien aussi, dans l’un de mes films cultes de Tartowski  … “Stalker”  …

    N’oublions pas non plus celui que je trouve le plus beau, le taureau Mnevis qui porte le disque solaire sur ses cornes … A cette époque, dans le delta du Nil, comme il n’y a pas si longtemps en Camargue, galopait des hordes de taureaux et certainement de chevaux sauvages …

    Mnevis, tout droit venu du culte de Mithra est le symbole de la limite entre le jour et la nuit, la vie et la mort …

    Ce culte a inspiré Picasso de la manière splendide que l’on sait.

    Voilà pourquoi, ni Mitzi ni Chopin ne peuvent être des animaux ordinaires ! …

    Merci de ces belles notes et de tes superbes photos. Amitiés 

     

  • Apolline

    [c’est top] Que dis-je ? !!!  … Le chien “ANUBIS”  ! … APIS est une autre représentation du taureau sacré ! ….Pardon pour cette erreur de plume ! …

  • anto

    Merci à toi Apolline de tes précieuses considérations!!! j’avais étudié Théophile Gautier (il y a trèèèèès longtemps……. à l’université) mais je ne me souviens pas avoir lu ce roman… tu me donnes l’envie de combler cette lacune!!!! Merci, tes commentaires sont toujours très intéressants et piquet ma curiositè ^^ !
    Amitiés

  • marco(a)

    COMUNICATO STAMPA

    Milano, 10 gennaio 2009

    Ansa–Trovato vivo gatto nato nel 2100 A.C.
    Misterioso ritrovamento di un felino non domestico, la cui data di nascita e’ stimata nell’anno 2100 a.c., in viale famagosta 24 a milano.

     Il micio, del tutto simile ad un normale soriano di genere femminile, e’ attualmente ospitato in via Zamenhof a Como, dove e’ possibile visionarlo (mettendo in conto una severa graffiata) tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 10 presso il locale “ripostiglio”.

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