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Budapest: il Danubio

Eccola la strada principale di Budapest: il Danubio, lungo 2900 km che tocca ben 10 paesi prima di gettarsi nel mar Nero.

Tra i ponti che uniscono Buda a Pest, il più famoso e affascinante è il Ponte delle Catene, costruito dal 1839 al 1849. Durante la II Guerra Mondiale i tedeschi lo fecero saltare in aria e, dopo la ricostruzione, venne aperto al traffico il 20 novembre 1949. Collega la Piazza Roosevelt di Pest con la piazza Clark a Buda, dove termina nel tunnel, lungo di 350 metri, che sottopassa la collina della Fortezza.

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Il ponte della Libertà venne inaugurato nel 1896, in occasione delle celebrazioni del millenario ungherese; è reputato uno dei ponti più belli del mondo, in stile Art Nouveau, con un’elegante struttura di ferro. Distrutto da un bombardamento tedesco nel 1945, fu ricostruito con prontezza.

Il ponte Elisabetta, costruito tra 1897 e 1903 in stile liberty venne distrutto dalle milizie tedesche insieme a tutti gli altri ponti sul Danubio e fu ricostruito nella metà degli anni ’60. Prende nome dalla regina Elisabetta meglio nota come Sissi, assassinata nel 1898. E’ l’unico ponte di Budapest che non è stato ricostruito nella forma originale.
Il ponte Margit fu realizzato negli anni 1872-76 e collega l’Isola Margherita con le Circonvallazioni Santo Stefano a Pest e Margit  a Buda. Le due parti del ponte, che s’incontrano davanti alla punta dell’isola Margherita formano un angolo di 150 gradi.

ponte margit

Lungo il fiume il traffico è intenso e di ogni tipo, ma spiccano per la loro bellezza alcune navi impegnate nelle crociere fluviali che percorrono il Danubio.

E anche noi ne abbiamo solcato le acque, a bordo di un elegante e moderno battello, le cui vetrate possono aprirsi quasi completamente per farlo passare da una versione chiusa ad una che permette una vista a 360° sulle due opposte sponde di Buda e di Pest.

versione aperta

riva di pest

riva di buda

Squisita l’accoglienza a bordo: le assistenti poliglotte, le audioguide per le spiegazioni sulla storia della città e sui monumenti incrociati nel percorso, drink e cocktail offerti agli ospiti, tutto perfettamente concertato per soddisfare ogni esigenza culturale e non!

La nostra meta era l’isola Margit, ma come sempre accade in ogni viaggio -anche breve- è più importante e intenso quello che si vive durante il percorso di quello che si trova a destinazione

isola margit

E il fiume, attraverso i suoi riflessi e i suoi sussurri, sa raccontare favole inaudite, a chi le sa ascoltare

10 commenti

  • marco(a)

    …misterioso il fascino della navigazione fluviale, leggera e veloce, silenziosa e priva di onde. Occorrerebbe davvero una lunga vacanza, per percorrerli tutti, quei 2900 km…

  • Pierre

    heiiiin ??? mais ce n’était qu’un week end ? ;)))^^
    Qu’est ce que ce sera quand tu partiras 1 mois aux seychelles^^ ;)))))))))))))))))
    baci grandi anche 🙂

  • starscollide

    [ciò è buono] Che bel reportage, Anto! che atmosfera magica fa respirare la navigazione fluviale, si vede il mondo da un’altra prospettiva, dalla barca il mondo sembra così vicino e allo stesso tempo così irraggiungibile, dal fiume si possono notare dei particolari che in una passeggiata on the road non si riescono a cogliere!
    L’ultima foto in B/W è davvero suggestiva e profonda!
    **

  • anto

    ehehehe…. mi sa che lo saprai presto….. ;))))
    in realtà saranno tre settimane e anche se non si tratterà delle seychelles, sarà una meta altrettanto favolosa!!!!! (prossimamente qualche altro indizio….. )

  • anto

    grazie antie! sì la navigazione è un po’ il simbolo del viaggio per eccellenza, forse perché esiste da milenni, forse perché la nave è un mezzo lento, che permette di assaporare il percorso, o perché si ha più l’impressione di essere trasportati, insieme all’acqua che scorre…. e poi per me c’è anche il lato affettivo…. anche il mio papà era una specie di “capitano”: da bambina, quando guidava i suoi motoscafi, mi sembrava portasse dei transatlantici!!!! :)))))

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