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Cedar Key

Lasciata Orlando, si fa rotta sul Golfo del Messico. Rotta per modo di dire perché quella che ci troviamo a solcare è un’autostrada che corre per miglia e miglia in linea retta, circondata dal nulla e da allevamenti di cavalli.

Ancora più incredibile la strada che ci troviamo a percorrere in seguito per raggiungere l’isolatissima Cedar Key: 35 miglia di strada tra i cedri. Gli unici diversivi sono qualche rara macchina in senso contrario e numerosi miraggi in lontananza. Ingrandendo la mappa la si può distinguere la lunga traccia che corre in mezzo al Parco Nazionale e termina con un ponte là dove la terra si sparpaglia in frange di isolotti.

Quella che si apre al termine di questo nastro d’asfalto è una laguna dai mille riflessi
Alla fine del lungo ponte che la collega alla terraferma sorge Cedar Key, un’isola di pescatori dove regna il silenzio, dove tutti sono cordiali e dove vivono felici e felini decine e decine di gatti.

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Il villaggio è composto da case in legno in gran parte costruite su palafitte per minimizzare i danni dei possibili uragani dai quali tutta la zona rischia costantemente di essere colpita nella stagione delle piogge.

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ancora qualche immagine di questo luogo davvero pittoresco

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Le strade sono incredibilmente silenziose e si animano solo verso sera per la musica proveniente dai raw bar.
La nostra camera, affacciata direttamente sul mare ci ha regalato un panorama sereno e una notte tranquilla su questo lembo sperduto della Florida occidentale

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Mentre il sole uno splendido tramonto sul mare

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Riflessi d’oro che sfumano presto nei toni pastello

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