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Sharky’s at Panama City Beach

Durante la nostra lunga vacanza ci sono stati pochi posti, disseminati per tutta la Florida, in cui abbiamo avuto il piacere di cenare all’aperto. E’ incredibile che lungo le sterminate coste di questo stato, sulle infinite spiagge, lungo le passeggiate a mare esistano così pochi locali in cui venga data questa grazia: tutti con la sala da pranzo chiusa e l’aria condizionata a un livello che noi europei decisamente non riusciamo a tollerare.
A Cocoa beach ci è capitato addirittura di mangiare in un locale privo di finestre! Forse perché, essendo frequentato soprattutto dagli astronauti, si è pensato di ricreare per loro l’atmosfera artificiale di una navetta, chissà.
Fortunatamente ci sono state delle piacevoli eccezioni a questa regola, come i meravigliosi ristorantini delle Keys, quelli di Hollywood, di Daytona beach, di Orlando e di Apalachicola.
Ad essi si unisce lo Sharky’s a Panama City, un ristorante costruito interamente in legno direttamente sulla spiaggia, con musica dal vivo e karaoke e deliziosi piatti a base di carne o frutti di mare della zona.

Certo, bisogna fare un po’ di tentativi con i condimenti per evitare che ti portino qualche salsa improbabile per condire l’insalata, ma alla fine ce la si può fare.
L’ambiente è davvero carino: i turisti in questa zona sono tutti americani, provenienti prevalentemente dalla Georgia e dagli altri stati del sud e l’atmosfera un po’ country è proprio piacevole.

at Sharky’s
Karaoke

ll locale ha accesso diretto alla spiaggia: l’aria che proviene dal mare rende più che accettabile la sopportazione del caldo umido di questa stagione e proprio non si capisce come molti avventori preferiscano restare nel locale chiuso e refrigerato di cui il ristorante è comunque provvisto.
Ma forse non dovrei stupirmi più di nulla, dopo aver visto torme di turisti felicemente in ammollo in striminzite piscine al cloro “riscaldate”, che si affacciano sulle meravigliose coste dell’Atlantico o sullo splendido Golfo del Messico, le cui acque superano abbondantemente i 30°. Ma questa è l’America.

Come abbiamo potuto constatare praticamente tutti i locali qui hanno la loro serie di gadgets, con le immancabili magliette o i bicchieri ricordo (oggi mi è sembrato di vederle anche alla stazione di servizio), ma in questo caso c’è un’attrazione dall’originalità ineguagliabile: “You catch’em – We cook’em”.

Si tratta del classico gioco in cui con una specie di artiglio si deve riuscire a catturare l’agognato premio, solo che in questo caso anziché il classico pupazzo si deve catturare l’aragosta, che verrà puntualmente cucinata in caso di riuscita nell’impresa.
Due dollari a tentativo. Considerato che la suddetta è viva, si muove e sguscia con estrema agilità dalle grinfie metalliche, credo proprio che per questi aspiranti clienti sarebbe più conveniente ordinarne direttamente una!

Quindi, se vi capitasse per caso di passare dal Panhandle, che so magari siete diretti a Pensacola o in Louisiana, fermatevi a cena “dallo squalo” e occhio ai bagni di mare, potreste essere voi la cena del medesimo (è raccomandabile nuotare in gruppo, non indossare monili scintillanti e non immergersi con ferite). 

E occhio anche all’orologio: inspiegabilmente in queste ultime miglia di Florida come fuso orario adottano il “central”: prima delle nove -che sono le otto- niente breakfast!

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