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Stazioni

Mi piacciono le stazioni, sono luoghi dove la solitudine è sacra e il silenzio suo ministro: nessun contatto, per stretto che sia, costringe a un’interazione con chi si ha vicino.
L’isolamento non è mai solitario.
Sono luoghi dove la staticità è solo un accidente: il fine ultimo è il moto, un moto lineare, rassicurante e continuo, di cui si conosce il punto di partenza e l’arrivo.
La fermata non è mai arresto definitivo.
Sono luoghi dove il tempo si dilata nell’attesa, per riprendere la sua marcia solo quando ricomincia il viaggio.
E ti viene da pensare che nessuno dei due finisce davvero.

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