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La-Seyne-sur-mer

L’importanza di La-Seyne-sur-mer cresce nel XVII secolo quando diventa preponderante il suo ruolo nella difesa del porto di Tolone, con la creazione dei forti che sorgono nelle sue vicinanze. Ma è solo nel XIX secolo, con l’apertura dei cantieri navali (1835) e l’arrivo della ferrovia (1859), che assurge ad un ruolo primario, diventando una delle capitali mondiali delle costruzioni navali. 

Nello stesso periodo diventa una meta privilegiata del turismo di fine secolo grazie alla costruzione del quartiere di Tamaris da parte di Michel Pacha.

Nel 1950 l’edificazione del villaggio di Les Sablettes a sud della città contribuisce definitivamente al suo svilupppo turistico.

Dei cantieri navali, dove dal 1856 al 1985 hanno visto la luce quasi 2000 navi (draghe, transatlantici di lusso, cargo, petroliere, pittaforme off shore…) resta oggi traccia nel Parc de la Navale e soprattutto nel Pont Levant, trasformato in punto panoramico e sede di numerose manifestazioni, diventato l’emblema della città dal giugno 2009, quando è stato restaurato.

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Lungo i suoi 25 km di coste si trovano spiagge di sabbia fine e piccole baie tranquille , come la plage de la Verne.

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Anche da qui si possono ammirare les deux frères, due scogli gemelli che sorgono ad est del Cap Sicié, che sono all’origine di numerose leggende.

La più famosa narra di due fratelli che avrebbero trovato una sirena ferita sulla spiaggia. Dopo averla curata, innamoratisi perdutamente di lei, si uccisero a vicenda. La sirena prima di tornare tra i flutti supplicò Poseidone di dare una forma visibile all’amore disperato dei due fratelli: così nacquero le due rocce che si ergono in mare.

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Altre leggende parlano di piovre giganti e tesori sommersi, ma il segreto giace appunto sul fondo del mare…

Il centro della città è fatto di piccole vie tortuose e colorato da un caratteristico mercato; il suo cuore è il porto, collegato a Tolone da un servizio di bus nautici.

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Un commento

  • marco barsotti

    Certo che avendo perduto il cantiere ho come l’impressione che la citta’ possa aver perduto la sua anima, non se ne vede un centro – che probabilmente era appunto il cantiere – e le vie interne, affascinanti, sapevano un po’ di abbandonato. In ogni caso, il parco ed anche le viuzze erano molto molti interessanti.
    (bellissima la storia della sirena!)

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