Photography

Istantanee (vere!) da Cap Ferrat

Fare fotografie oggi è diventata una cosa non troppo complessa; certo, se si vuole che il risultato sia ineccepibile serve un po’ di conoscenza della tecnica, ma tutto sommato per fare delle foto suggestive e ammiccanti basta un iPhone e un’applicazione creata all’uopo e il risultato è assicurato: l’immagine è intensa, immediatamente on line per essere condivisibile con parenti e amici e istantaneamente salvata su molteplici server. 
Ma la magia di una fotografia stampata subito dopo essere stata presa, quell’oggetto concreto di carta colorata che fissa all’istante quello che hai davanti agli occhi è cosa ineguagliata e ineguagliabile.

E oggi a Cap Ferrat le persone che incrociavamo non erano certo attirate dai nostri iPhone o dal mio obiettivo grandangolare (le opere dei quali non potevano del resto vedere) ma da quel rettangolino di carta colorata sì, da quella fotografia stampata istantaneamente appoggiata sul muretto erano subito affascinati, quasi fosse quello il vero prodigio della tecnologia più avanzata!

Della passione del marco per le polaroid siamo a conoscenza da tempo, ma che ancora esistesse (al di là delle pellicole ancora sperimentali dell’Impossible Project) la possibilità di stampare delle foto istantanee siamo venuti a conoscenza da poco. 

Il fatto è che le pellicole Fuji FP100, nate per l’apparecchio Instax della Fuji sono (quasi) perfettamente compatibili con la Polaroid Automatic 210 (prodotta dal 1967 al 1969).
Il quasi dipende dal fatto che non trovandosi più le batterie dell’otturatore elettronico, bisogna ovviare l’inconveniente adattando le CR2 in modo che i contatti facciano contatto.
La qual cosa a volte può dare qualche problemino, che vale però la pena di correre perché la magia dell’immagine stampata all’istante resta ancora insuperabile.

Ecco qui l’inizio della nostra passeggiata preso con l’applicazione hipstamatic per iPhone

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lo stesso con la Nikon D200 e l’obiettivo 10 mm

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e infine la scansione (eh) del risultato della piccola magia polaroid

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Qui sotto la foto del marco e quella che ci siamo fatti fare da un nemmeno troppo stupito passante che alle parole “c’est un ancien appareil, vous devez appuyer ici” non si è neanche più di tanto scomposto…

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La pellicola utilizzata da questa macchina è del tipo peel apart, di quelle cioè che si devono separare in due dopo lo sviluppo, essendo i reagenti contenuti nella metà che viene staccata da quella che sarà invece l’immagine definitiva.

Due minuti il tempo di attesa dopo l’estrazione della pellicola, poi si stacca la carta et… voilà!

 

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