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Tradizioni di Natale

Ho come l’impressione che non sia proprio un buon segno, ma da qualche anno a questa parte il nostro Natale è segnato da alcune tappe imprescindibili che sono diventate ormai dei veri e propri rituali. 
La meta iniziale è la casa madre, là dove tutto ha avuto origine, sulle sponde del lago di Garda. Dove ci sono gli affetti, i ricordi e le tradizioni culinarie, come lo zelten, che confeziono con le mie manine in terre lontane per riportarlo poi sul suolo natìo (lo spritz no, quello lo trovo sul posto).

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Ci sono poi mercatini di Arco… bè più o meno quelli, ché la vigilia di Natale restano chiusi per riaprire poi a Santo Stefano, quando noi siamo già ripartiti. 

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Un Natale poi non è un Natale senza le Terme del Garda: la sera del 25 dicembre si trascorre in ammollo nel laghetto di Villa dei Cedri a Colà di Lazise, sotto le stelle e in mezzo ai vapori e ai getti di acqua termale.

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La tappa successiva è a Bergamo, nella radio number one, a salutare Luca durante la diretta del 26 Dicembre.

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E l’ultima quella di Melzo, all’Arcadia, per assistere alla magica proiezione del film in sala Energia; quest’anno era la volta dello Hobbit, la Desolazione di Smaug, il seguito di quello visto esattamente un anno prima più o meno sulle stesse poltrone.

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Un pellegrinaggio natalizio che scalda il cuore perché ti conferma che le cose belle, anche se sono lontane, le puoi sempre ritrovare, se lo vuoi.

(qualcosa mi dice che Natale 2014 sarà molto simile a quello appena trascorso e, alla fine, ripensandoci, credo che sia proprio un buon segno).

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