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La Nîmes romana

Nemausus, o meglio Colonia Nemausensis Augusta. Questo l’antico nome di Nîmes, che deriva da quello di una sorgente consacrata al culto del Dio omonimo. Era una colonia di diritto latino, status accordato da Cesare alla città per ricompensare la popolazione della fedeltà accordatagli nel conflitto che l’opponeva a Pompeo. Questo privilegio conferisce una relativa autonomia alla città, che adotta la lingua, le leggi e i costumi dei cittadini romani. Sotto il regno dell’imperatore Augusto la città arriva al suo apogeo, arricchendosi di edifici prestigiosi, viene costruita una cinta fortificata lunga 7 km, di cui restano oggi la Porta di Augusto e la Torre Magna.
Le vestigia romane in città sono numerose e imponenti: l’anfiteatro, la Maison Carrée, la Tour Magne, il tempio di Diana, le porte romane e le mura, tutti monumenti che sorprendono innanzitutto per il loro stato di conservazione.

L’anfiteatro di Nîmes è il meglio conservato del mondo romano. Dalla fine del I sec. d.C. accoglieva combattimenti di gladiatori o di animali. Alto 21 metri e composto da due livelli di arcate, poteva ospitare fino a 24.000 spettatori. La parte superiore era protetta da un velum, una grande tela che doveva riparare dal sole e dalle intemperie.
Durante il Medioevo fu trasformato in fortezza e fino all’800 il suo interno fu occupato da case private, cappelle e dal castello dei Visconti di Nîmes. 

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Oggi il monumento offre un quadro prestigioso a numerosi eventi, fra cui concerti, spettacoli, corride e manifestazioni sportive.

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Se l’anfiteatro è il  più grandioso, la Maison Carrée è senz’altro il più suggestivo tra i monumenti romani di Nîmes. Ispirato a quelli di Apollo e di Marte a Roma, la Maison Carrée è il solo tempio al mondo interamente conservato. La ragione del suo sorprendente stato di conservazione è il fatto che non ha mai cessato di essere utilizzato: scuderia, appartamento, chiesa, prefettura durante la Rivoluzione francese e infine archivio dipartimentale.

Rappresenta una delle manifestazioni del nuovo potere messe in opera da Augusto, la ricostruzione dell’iscrizione sul frontone ha permesso di accertarne la natura di tempio votato al culto imperiale.

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Oggi l’ente Culturespaces che gestisce anche gli altri siti romani della città, ha valorizzato ulteriormente questo monumento, facendone il teatro di una proiezione cinematografica sulla nascita della colonia romana. Il Film “Nemausus, la naissance de Nîmes” è proiettato tutti i giorni ogni 30 minuti all’interno della Maison Carrée e ci racconta una storia basata su personaggi realmente esistiti, i cui ritratti sono raffigurati su una stele conservata nel Museo Archeologico di Nîmes. 

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Ci troviamo così immersi tra il 55 a. C. e il 90 d.C. a ripercorrere il destino di una famiglia, il cui
capostipite Adgennix combatté a fianco di Cesare per 25 anni e ne fu ricompensato con un tesoro di guerra che gli permise di costruire la colonia. E’ il figlio Regolo ad introdurci in una città ormai romana a tutti gli effetti.
La realizzazione è davvero emozionante, il grande schermo e la qualità audio fanno sì che i 22 minuti di film si dilatino attraverso secoli di storia ed assistere alle scene che ricostruiscono quel lontano passato proprio nel cuore del monumento che meglio lo rappresenta è qualcosa di straordinario.

La Tour Magne che sorge sul Mont Cavalier era la più alta della cinta muraria romana, essa segnalava il luogo del santuario che sorgeva sulla fonte antica e proteggeva la città. Costruita attorno ad una Torre in pietra secca risalente all’età del ferro, di forma ottagonale, i suoi 32 metri attuali corrispondono ai primi due dei tre piani originari.
Dalla sua cima la vista su Nîmes è notevole.

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Sotto alla torre si estendono i Jardins de la fontaine, che figurano tra i primi giardini pubblici d’Europa. Creati nel XVIII secolo sul sito dell’antica sorgente da Jacques-Philippe Mareschal, ospitano le rovine del Tempio di Diana. Questo monumento enigmatico è probabilmente associato anch’esso al culto imperiale.

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In epoca romana Nîmes fu uno dei principali centri locali per il conio delle monete. Una di queste fu l’ “as au crocodile” in bronzo, riproducente sul verso un coccodrillo incatenato a una palma, simbolo della sottomissione dell’Egitto a Roma. L’emblema divenne, ad opera di Francesco I, il simbolo della città di Nîmes.

 

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