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Barcellona, parte prima: sull’onda di Gaudì

I nostri primi passi a Barcellona seguono il percorso modernista di Gaudì, che si ispira alla Natura nelle forme sinuose, avvolgenti e arrotondate delle sue architetture.

Sagrada Familia:
vera sinfonia architettonica incompiuta, capolavoro dell’architettura modernista; iniziata negli anni ’80 dell’800, la sua costruzione prosegue da più di un secolo come succedeva per le grandi cattedrali gotiche cui si ispira.

Simile all’interno di una splendida grotta la Facciata della Natività doveva essere ancora completata nel 1926, quando Gaudì morì.

Parc Güell: il progetto iniziale del mecenate di Gaudì prevedeva la creazione di una città nel verde che avrebbe dovuto ospitare 60 abitazioni per il ceto benestante; oggi di quel progetto resta agli abitanti di Barcellona il parco pubblico più originale e bizzarro al mondo.

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Nei padiglioni, nello scalone, nelle panchine del piazzale sovrastante la sala Hipostila dominano le linee curve, gli strati grezzi di ceramica, le decorazioni di rara bellezza.

 

Manzana de la discordia: si tratta dell’isolato in cui si trovano Casa Battlò, casa Amatler (in ristrutturazione) e Casa Lleo Morera.
La facciata di Casa Battlò è tutta un’onda e un riflesso, mentre il secondo piano è fronteggiato da quella che sembra essere una serie di caverne in pietra fusa.

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Casa Lleo Morera di Domenèch y Montaner è sormontata da splendide merlature; la facciata è mossa da varie sagome sulle finestre e sui balconi sporgenti.
La Pedrera: l’edificio con la facciata ondulata venne commissionato nel 1906 dal ricco uomo d’affari Pedro Milà i Camps; la pietra grigia utilizzata per creare la facciata scorre su tutto l’edificio come un onda in continuo movimento;  come alghe trasportate dalle onde, dei drappeggi di ferro battuto formano i balconi
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Un’architettura visionaria e suggestiva che è solo l’inizio della nostra tappa in quel di Barcellona…

(continua)

 

 

 

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