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In bicicletta lungo il Mincio

Ovvero il piano A.
Quello previsto in caso di bel tempo.
Avevamo già pronto il piano B: poco lontano, Mantova era ancora per qualche ora sede del festival della letteratura e avevamo già adocchiato un paio di incontri allettanti. Certo, il week end era organizzato all’insegna del relax e avremmo rinunciato con rammarico all’occasione di un pomeriggio all’aria aperta. Insomma, nonostante qualche goccia scendesse timida dal cielo, abbiamo preferito rischiare; e abbiamo scommesso giusto, perché di lì a poco il tempo, fattosi più che benevolo, ci ha concesso la visione del fiume in tutta la sua maestà!

Il cielo che inizialmente si rifletteva un po’ titubante nell’acqua, alla fine ha deciso di regalarci un azzurro sempre più terso; il fiume ci ha accompagnato col suo lento incedere per parecchi chilometri in un silenzio  pressoché totale.


Alla fine siamo arrivati quasi a Mantova e con un piccolo sforzo aggiuntivo avremmo potuto anche assistere alla conferenza “Lavorare a matita sul foglio di carta: l’antica professione del fisico teorico”, non fosse che il carburante a nostra disposizione era ormai giunto agli sgoccioli. Per quanto genuino e davvero gustoso, una porzione di gelato contadino era pochina per pensare di riuscire ad affrontare anche l’intero percorso di ritorno.


Torniamo quindi alla Finestra sul fiume, il sole si fa sempre più caldo e il fiato sempre più corto. Non badate al marco, qui fa tanto il ganzo, ma arrivati a destinazione il suo stato era questo.

 

 

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