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Giardini Hanbury a Ventimiglia

I giardini Hanbury occupano il territorio di capo Mortola presso Ventimiglia, estendendosi su una superficie di circa 18 ettari di terreno fortemente digrandante verso il mare. 
Il podere fu acquistato nel 1867, assieme al palazzo allora in rovina, da Thomas Hanbury, che, dopo aver fatto fortuna col commercio di spezie e seta dalla Cina, andò a soggiornare a scopo curativo in Riviera.
Costruito dalla nobile famifglia Lanteri nell’XI secolo sulle rovine di un edificio romano fu ristrutturato a più riprese. Un antico portale dà accesso al palazzo; sotto il portico di ingresso si trova un mosaico raffigurante Marco Polo e sul piazzale una campana giapponese in bronzo proveniente da un tempio buddista. 

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Il giardino botanico grazie alla protezione offerta dalle montagne e alla felice esposizione ospita piante provenienti da tutto il mondo.

Scendendo via via verso il mare si incontrano la zona delle piante succulente, il Giardino Giapponese, delimitato dalla fontana del drago, i roseti, la foresta australiana e, oltre la strada romana (la via aurelia), gli agrumeti, il viale degli olivi e ancora pergole e roseti.  

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Al centro del viale dei cipressi si trova il Mausoleo Moresco, tempietto in stile orientalegggiante in cui sono tumulati i resti di Thomas Hanbury e della moglie.

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Al termine del viale degli ulivi si trova la macina, prelevata da un mulino costruito sul margine del vicino rio Sorba, mentre l’edificio dove ora i trova il punto di ristoro ospitava un tempo la lavanderia. 

Arrivati al mare si comincia la risalita, sotto pergole, tra palmeti e aiole fiorite.

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Dopo aver subito gravi danni a causa degli eventi bellici l’intero complesso fu acquistato dallo stato italiano nel 1960 e dal 1987 affidato all’Università degli Studi di Genova.

 

 

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