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The Venetian

E’ il primo che vedi, arrivando in città, un po’ per ragioni topografiche, ma soprattutto perché la monumentalità delle costruzioni da cui è formato è davvvero spettacolare.
Un palazzo ducale, un ponte Rialto, il campanile di San Marco, un pezzo dell’omonima basilica e il ponte dei sospiri: il tutto assemblato in modo bizzarro sulle sponde di un vero canale costruito all’uopo.
Sorprendente la ricercatezza dei dettagli nel ricostruire le architetture; i particolari sono curatissimi, gli stucchi, e poi gli affreschi all’interno, il tutto rende l’ambiente davvero sontuoso. 
Ecco come si presenta questa Venezia in miniatura.

image from farm9.staticflickr.com
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Chiamare hotel queste costruzioni articolate e grandiose è davvero riduttivo. 
Innanzitutto per le dimensioni: ognuno di essi ha una gigantesca zona a piano terra che funge da casinò e ovviamente una o più costruzioni dedicate all’accoglienza degli ospiti.
Da lì si dipanano poi dei dedali in cui è spesso impossibile mantenere l’orientamento, che ospitano le gallerie dedicate alla ristorazione e allo shopping. Quasi sempre corredate da ricostruzioni favolose e spettacoli a sorpresa.
L’architettura del Venetian è fantasmagorica. Oltre al canale esterno, l’hotel possiede infatti anche un canale interno  su cui è possibile fare un giro su qualcuna delle gondole a disposizione dei turisti.
16 dollari per quella a 4 posti e 64 dollari se vuoi la gondola privata (immagino che in quel caso il gondoliere ti intoni –
minimo- anche la serenata, come ho sentito in effetti fare mentre passeggiavamo per le calli)



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Tutto converge a rendere l’illusione il più possibile realistica: il soffitto, abilmente costruito con volte di tela debitamente dipinta e illuminata, diventa un cielo che è difficile distinguere da quello vero; le resine dei pavimenti imitano alla perfezione i pavimenti lastricati di calli e campielli inumiditi dall’aria salmastra; i ponti, gli archi, le bifore, le sculture, i lampioni, tutto mira a immergere il turista in un’atmosfera che deve lasciargli il ricordo indelebile di un posto nel quale con tutta probabilità non è mai stato.
Se non è magia questa! 

 

 

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