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Bastia, le 14 avril

Eccoci di ritorno a Bastia dopo quasi tre anni.
Qui, nel post di allora, si possono trovare alcune informazioni relative alla sua storia.
Oggi voglio raccontare le emozioni che questa cittadina mi ha regalato al momento dell’arrivo sull’isola e durante la mattinata che vi abbiamo trascorso passeggiando in perfetto relax prima di ripartire.
Arrivare al mattino presto sulle coste corse e vedere questo panorama è già di per sé un regalo, ma lo scopri solo dopo che, in realtà, quello era solo un anticipo delle piacevoli sensazioni che ti avrebbero aspettato.

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Passeggiare nella parte bassa della città è molto gradevole. Sul lungomare non sono ancora installate tutte le terrazze dei locali che l’occuperanno d’estate, ma il sole è già caldo al mattino, l’aria è profumata e passando sulle banchine del porto si sente in sottofondo il chiacchiericcio (abbastanza incomprensibile) dei paesani e dei pescatori.

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La parte alta della città, invece -la cittadella- è immersa nel silenzio più totale. 

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Tanto che persino le ombre sembrano fare rumore; per le strette ruelles che si dipartono dalla piazza del palais des gouverneurs si incontrano solo poche anime (e un gatto quasi bianco).

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Torniamo nella parte bassa della città, dove la vita comincia a farsi più rumorosa.
E’ domenica mattina e sulla place Saint Nicolas (proprio di fronte all’attracco del traghetto) ha luogo un vide-grénier, uno dei mercatini dell’usato tanto frequenti anche dalle nostre parti.
E’ incredibile quanti oggetti strampalati si possono trovare in queste occasioni! Mi piace pensare che in mezzo a tante cianfrusaglie si possa celare qualche rarità. Chissà.

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Invece sulla place du marché, proprio dietro la chiesa che cerca invano di affacciarsi sul porto, sono installate le bancarelle di un più classico mercatino di frutta, verdura, fiori e soprattutto gastronomia.
Ci sono ovviamente i famosi salumi corsi, ma anche vini, olio, conserve e delle fantastiche frittelle di mele preparate sur place che mi hanno fatto tornare alla mente la mia nonna.

Un’esplosione di profumi!

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(non ho la più pallida idea di cosa significassero queste sculture fatte di lattine e lampadine, ma in fondo non sempre è necessario capire il perché una cosa ti piace)

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