Spectacles

New Year’s Eve 2017 – Fuochi piromelodici a Cannes

E’ dal 2013 ormai che, visto che la Ville de Nice non è solita festeggiare con eventi pubblici, alterniamo il nostro saluto al nuovo anno tra i fuochi piromelodici di Cannes e il Villaggio di Natale di Monaco con la sua patinoire.

Quest’anno è stata una scelta difficile.
Perché toccava ai fuochi.

Dal 14 luglio non avevo più assistito a questo tipo di spettacolo, un po’ perché qui nei dintorni sono stati annullati (ma non a Cannes, dove il sindaco Lisnard ci ha tenuto a dare un segno di non sottomissione al terrore annullando, del celebre Festival Internazionale che vi ha luogo tutte le estati, solo la data immediatamente successiva a quella della strage), ma anche perché da allora mi riesce molto difficile trovarmi in luoghi affollati.
Soprattutto se bui, soprattutto se in spiaggia, soprattutto con gente che grida o rumoreggia in modo esagitato qualunque ne sia il motivo, soprattutto per assistere a uno spettacolo di fuochi pirotecnici, soprattutto e nonostante ci siano schiere di soldati armati pronti a sparare in caso di attacco.

“Non so se me la sento” “Sì anche a me fa un po’ fastidio l’idea però…” “mia mamma  mi ha detto che devo affrontare la cosa, come se fosse facile… lo so che è irrazionale” “Bè, mica tanto eh” “Grazie grazie era quello che avevo bisogno di sentirmi dire”
Ceniamo e ogni tanto “allora, hai deciso?” “come vuoi tu” “mmm non so”

Fino all’ultimo abbiamo esitato e, visto che di pattinare al freddo non avevo molta voglia e mi faceva tristezza pensare che a Monaco, lì, avevano annullato sia i fuochi di fine anno che la festa con il dj set al Villaggio di Natale, avevo persino pensato che forse era meglio restarsene a casa quest’anno, col Gatto (che, inutile dirlo, approvava caldamente).

Poi Marco (sempre lui a darmi la forza, per un sacco di cose, devo dargliene atto) ha deciso di colpo: “Andiamo a Cannes! che vederci qui così sul divano proprio no, non mi va”.

A Cannes mi sembrava ci fosse molta meno del gente del solito, sulla Croisette e anche sulla spiaggia. Le misure di sicurezza erano attivate, ma non troppo sfacciatamente manifeste e l’atmosfera in città era gradevole con le decorazioni a tema e le proiezioni speciali sulla facciata della Malmaison e al Suquet, opera dell’artista luminografo Gaspare Di Caro.

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Eccoli i fuochi, che ho affrontato all’inizio con un senso di panico piuttosto profondo. 

Ai primi botti ho subito pensato che in fondo un’esplosione si sarebbe cammuffata bene in tutto quel frastuono.
Poi mi sono concentrata sulla musica, sulle colonne sonore dei celebri film sulle quali quelle luci scoppiettanti stavano danzando, e si è insinuato un po’ di più il pensiero che sì, le cose belle ci sono e che prima o poi si muore ma pazienza, se si è avuto la fortuna di vederne tante il nostro passaggio qui ha avuto un senso.

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Il prossimo Capodanno chissà dove saremo, intanto buon 2017!

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