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Toscana 2019

Prendersi una settimana di vacanza a Ferragosto pone una serie di problemi, primo fra tutti quello di evitare le località troppo affollate, in modo da potersi comunque disintossicare un po’ dalle masse di turisti che invadono Nizza e la Costa Azzurra soprattutto in estate.
Così è successo che negli anni passati ci siamo inventati soggiorni idilliaci su barche ormeggiate sul Canal du Midi o péniche sul Rodano e soprattutto ci sono potuti essere quei giorni indimenticabili nella sconfinata e a tratti deserta Camargue che hanno dato magicamente respiro alla funesta estate del 2016.
Quest’anno Marco aveva in mente il Chianti. O meglio: sono un sacco di anni che ha in mente di tornare nel Chianti, ma finora ero sempre riuscita a schivarlo. Non che non mi piacesse l’idea, intendiamoci, è che farsi più di sei ore di auto quando si hanno davanti solo pochi giorni di vacanza per poi trovarsi forzatamente a scarpinare sotto un caldo infernale attraverso i luoghi pur bellissimi della splendida regione che diede i natali al (di lui) papà Re-nato non coincideva troppo con l’idea di relax che mi ero fatta per questa breve parentesi ritagliataci diosacome.
Quest’anno però (non so se più per ignavia o per voglia di essere portata via) l’ho lasciato fare, proponendogli solo di fare una tappa di un giorno a Porto Venere, per interrompere un po’ il percorso e per aggiungere un po’ di mare (eh vabbè…) a quella che sarebbe giocoforza stata una vacanza “in campagna”.

Cosa resta di tutto ciò?
Il Chianti con le sue colline, il vino e i borghi antichi. Si sentiva parlare solo francese boh.

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Alessandra del residence Santa Cristina che ha amato incondizionatamente Marco quando lui le ha detto “ma sì, faccela pure quando vuoi la camera, dacci solo il modo di lavarci e uscire per la cena che poi va bene tutto”. È sempre molto paziente lui, come diceva la mamma Grazia.
Lo yoga al mattino presto in piscina.

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I gatti sparsi qua e là che dimostrano inequivocabilmente che lì si può stare.

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La Commedia recitata a memoria a San Gimignano, dove le torri e gli affreschi e che te lo dico  fare.

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La mancata visita del Palazzo Pubblico e della torre di Siena causa Palio del giorno dopo. Anche per il Duomo era troppo tardi.
La sorpresa dell’emozione per qualcosa che unisce.

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Gli estremi spazi di Monteriggioni e Colle in Val d’Elsa

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Lucca gentile nel caldo disumano.

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Mi sembra di essere stata via tre giorni ma nel ricordo sono tre anni.
Tutto bene quindi. Se il tempo si dilata vuol dire che l’hai usato bene, è quando non ti ci ritrovi più perché si piega e ti si accartoccia  addosso che vuol dire che c’è qualcosa di malato, qualcosa che non va in come lo stai passando.
Svolgiamolo.

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