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Lungo la foce del Rodano sulla Tiki III

Les Saintes-Maries-de-la-Mer sorge nei pressi della foce del Petit Rhône, il ramo del delta del Rodano che delimita la Camargue (e il dipartimento delle Bouches-du-Rhône e la regione Paca) a ovest. Oltrepassando il corso d’acqua ci troviamo infatti nella cosiddetta Petite Camargue (e nel dipartimento del Gard e nella regione del Languedoc-Roussillon).

Camargue_map
Il Rodano si divide in due rami principali nei pressi di Arles e l’area compresa tra essi è la Camargue propriamente detta, parco naturale regionale dal 1927.

Il fiume, assieme alla garrigue, alle risaie, agli étangs e alle saline, è uno degli habitat fondamentali di questa enorme riserva naturale, la cui flora e fauna appaiono in tutta la loro bellezza anche percorrendola in barca.

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La Tiki III (chissà che fine hanno fatto le prime due) è una simpatica imbarcazione a pale per il trasporto dei turisti. Il suo incedere un po’ sonnolento è l’ideale per esplorare le rive del fiume e osservarne gli abitanti, soprattutto la fauna avicola che è qui ricchissima: in Camargue vivono ben 9 specie di aironi, e poi, tra gli altri, egrette, ibis, avocette, sgarze, e numerose specie di anatre e gabbiani.
I fenicotteri meritano un discorso a parte e ne parlerò nel prossimo articolo, in ogni caso lungo il fiume non ce n’è!

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Lungo le sponde del fiume si incontrano invece numerosi cavalli dell’antica razza autoctona -Camargue appunto- il cui pelame diventa bianco dopo i 5 anni di età, e i celebri tori di Camargue, che qui sono allevati in piena libertà.

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La parte meridionale della Camargue, ambiente di passaggio fra terra e mare, è infatti dedicata soprattutto all’allevamento mentre quella più a nord, dominata dell’acqua dolce, è il regno della coltivazione del riso.

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La gita sul battello prevede una sosta presso una manade, per vedere più da vicino una mandria di tori condotti da un gardian con i suoi cavalli.

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I punti di attraversamento del Petit Rhône sono il ponte di Sylveréal, quello di Forques e più a sud il Bac du Sauvage. Qui la traversata si fa a bordo di un traghetto che porta al massimo 8 automobili e che parte ogni mezz’ora.

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Questo è stato anche il punto dove la Tiki III ha invertito la rotta non potendo oltrepassare i cavi che fissano il percorso del traghetto.
Torniamo alla base: le barche e le casette di villeggiatura o dei pescatori ci passano accanto, forti del fatto che siamo noi ad andarcene.

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I gatti invece non ci vanno proprio sul fiume, restano al’imbarcadero, animali assurdi che non sono altro.

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