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L’abbraccio di Vienna

Fino al 20 luglio Como ospita, nella splendida cornice di Villa Olmo la mostra “L’abbraccio di Vienna: Klimt, Schiele e i capolavori del Belvedere”.
74 capolavori provenienti dal Castello del Belvedere di Vienna, che abbracciano il periodo che va dalla fine del ‘700 fino ai primi decenni del ‘900. Dal Barocco, ai Nazareni, passando attraverso i pittori Biedermeier, la mostra ha il suo fulcro in Klimt con la secessione di Vienna e in Schiele.
Davvero notevoli le opere  esposte, eccone una selezione:

Friedrich von Amerling – la suonatrice di liuto (1838)
Gustav Klimt – castello di Kammer sul lago Atter III (1910)
Gustav Klimt – ritratto di Johanna Staude (1917-18)
Egon Schiele – ritratto del dottor Hugo Koller (1918)
Egon Schiele – l’abbraccio (1917)
Maximilian Oppenheimer – l’orchestra (1935-52)

Maestosa questa grande tela, ospitata nell’ultima sala, che sembra risuonare della sua sinfonia, accompagnando la chiusura  di questo superbo concerto viennese.

Anche l’allestimento della mostra è davvero suggestivo. È la luce a far emergere le opere, pur mantenendo visibile il decoro di pareti e soffitti della villa, che mantiene un ruolo da protagonista nella rappresentazione quasi teatrale dell’esposizione.

 

la nostalgia di Ulisse
e quella di qualcun’altro…
La magia dell’esperienza è culminata proprio davanti a questa tela
Albert Paris Gutersloh – Torbole (1925)
Una vista che conosco molto bene
Torbole (2008)
E non può essere che per magia che nella mostra campeggiassero a poca distanza i seguenti due capolavori, uno è questo:
Giuseppe Bisi – villa raimondi in Borgo vico (1838)

che raffigura l’attuale Villa Olmo: è riconoscibile il profilo della città di Como sullo sfondo mentre si vede solo il verde, (e non la mia casa) alle spalle di quella che oggi si chiama Villa Olmo.

l’altro è questo:

Koloman Moser – Lago di garda (1912)
che raffigura un panorama di cui tanto spesso ho goduto e che mi ha permesso di allargare le braccia in un’ideale abbraccio da uno all’altro lago

lago di garda dal lido blu

 

 

15 commenti

  • marco(a)

    Magnifica la mostra, incredibile la luce che viene proiettata sulle tele regalando loro colori che questo post puo’ solo suggerire…

    Bellissimo il tuo affiancare le immagini fotografate a quelle dipinte..
    e cosi’ possiamo ringraziare la giornata di pioggia, o presunta pioggia, che ci ha dato alla fine l’occasione di vedere questa mostra..
  • ilaria

    Certo Anto che come sai raccontare e rappresentare tu le cose non ci riesce nessuno! Riesci a trasmettere le emozioni che questi dipinti e la loro visione emanano.

    Conservo un piacevole ricordo di questi dipinti (o di alcuni di essi), li avevo visti al Belvedere qualche anno fa. E’ un piacere (ri)ammirarli ora!

  • Giuly

    [ciò è buono] è bellissimo il primo di Klimt…quello del castello di Kammer sul lago…sembra che le foglie si muovano..e di conseguenza anche il loro riflesso nel lago da l’idea di movimento..è surreale e allo stesso tempo sembra “vivo”…spettacolare…lo stavo osservando ora e mi ipnotizza..

  • anto

    è vero è vero!!!! è proprio così!!! è stato uno di quelli che ha colpito di più anche me! ..se poi lo guardavi da una certa distanza, l’illusione era ancora maggiore e potevi immaginarti di sentire persino il fremito del vento! :)))

  • Giuly

    si..è un po’ come quella tela di mirò, quella enorme con i ciclopi e gli uccelli..dava l’idea del volo e se ti concentravi potevi sentire il battito d’ali degli uccelli impauriti che fuggivano 🙂 nonostante il quadro fosse molto più surreale di questo :))

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