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Vivre pour l’Art, les collections Trachel et Rothschild à Nice

Oggi Radio Nizza vi invita a un’esposizione davvero speciale, una mostra potremmo dire diffusa. Essa si sviluppa a partire dal Musée des Beaux-Arts Jules Chéret e si articola attraverso due altri importanti musei di Nizza, il Musée Masséna e il Palais Lascaris, per svilupparsi poi anche hors les murs, nel Vieux-Nice e a Cimiez.
Si tratta della mostra dedicata alle collezioni Trachel e Rothschild donate alla città di Nizza tra il 1892 e il 1912.

Ascolta il podcast realizzato per Radio Nizza della visita alla mostra guidata dalla direttrice e dalla co-curatrice

 

La mostra Vivre pour l’Art, les collections Trachel et Rothschild à Nice resterà visitabile fino al 28 aprile al Musée des Beaux-Arts e fino al 10 maggio negli altri due musei. Le visite all’esterno dei musei comprendono invece percorsi guidati il primo sabato di ogni mese nel Vieux-Nice e al monastero di Cimiez.
Ma cominciamo da dove tutto è nato, al Musée des Beaux-Arts, dove ci hanno accolto la direttrice del museo Johanne Lindskog e la co-curatrice della mostra Jeanne Pillon. A loro abbiamo chiesto innanzitutto da dove nasce l’idea di questa esposizione.

La genesi di una mostra

Mme Lindskog ci racconta che questa idea è nata quando, poco dopo il suo arrivo al museo, ha cominciato a lavorare sulle collezioni e a trovare opere molto interessanti che facevano tutte riferimento alla “donazione Trachel”. A quel punto si è resa conto che si trattava di un insieme di più di 1600 opere. Ci si è accorti anche che la famiglia Trachel era molto legata alla famiglia Rothschild, che aveva a sua volta fatto dei lasciti nello stesso periodo.
Jeanne Pillon ci spiega allora che una gran parte delle opere che vediamo qui esposte sono dei lasciti di Mlle Fanny Trachel, che era la sorella minore della famiglia Trachel, e delle opere lasciate da Edmond e Alphonse Rothschild.
Le abbiamo chiesto allora chi sono i rappresentanti di queste famiglie di collezionisti, ma anche di artisti.

I fratelli Trachel

Jeanne Pillon: Nella famiglia Trachel, c’è Hercule che è il maggiore e che è quello che ha avuto la carriera più importante e maggior successi tra i posteri. È anche il personaggio principale con Charlotte de Rothschild del percorso presentato al Musée des Beaux-Arts. Poi c’è Dominique Trachel, che si è specializzato nelle marine ed è presentato al Palais Lascaris. Quindi Antoine Trachel, che ha avuto soprattutto una carriera da ebanista e antiquario, ma che ha anche praticato la ceramica e l’acquerello. E poi c’è Paul che è l’unico che non ha avuto una carriera artistica ma è in qualche modo molto importante perché ha fatto il servizio militare al posto di Hercule Trachel e ha permesso a quest’ultimo di poter andare a studiare arte a Torino.
Poi naturalmente c’è Fanny Trachel, la sorella più giovane, che è colei che conserverà la collezione dei dipinti dei fratelli e delle opere acquistate da tutta la famiglia e che farà questa importante donazione al Musée des Beaux Arts di Nizza.

Vivre pour l’art

Abbiamo chiesto alla conservatrice Johanne Lindskog a cosa fosse dovuto questo fermento artistico, il riunirsi di artisti e collezionisti in seno a queste famiglie i cui lasciti costituiscono ad oggi una parte così importante delle opere della città di Nizza.

Johanne Lindskog: In effetti c’era un ambiente artistico che comincia ad essere molto attivo a Nizza nel XIX secolo e che mescolerà famiglie locali con famiglie esterne che venivano d’inverno. I Rothschild fanno parte di queste famiglie aristocratiche, che venivano a godere dei bei mesi invernali a Nizza. Queste personalità si impegnano effettivamente in tutti gli ambiti dell’arte, che sia la collezione, il commercio, l’insegnamento e anche la pratica artistica. È soprattutto per questo che questa mostra si chiama Vivre pour l’art. Tutte queste personalità evocate si impegnano in tutte le attività artistiche che potevano esistere all’epoca.

I viaggi in Italia

Cominciamo dunque il nostro viaggio attraverso l’esposizione che parte proprio dall’Italia. O meglio dai viaggi in Italia di Hercule Trachel e della baronessa Charlotte de Rothschild. Troviamo dunque opere raffiguranti la regione di Roma e le vestigia che hanno riportato dai loro viaggi. Poi abbiamo Venezia, Napoli, i paesi del Nord, la Svizzera, l’Austria e l’Olanda. Partiamo da Roma.

JP: Hercule Trachel sarà sostenuto, mecenatizzato da grandi famiglie, russe, inglesi e poi dalla famiglia Rothschild. Questa forma di mecenatismo consisteva nel portare con sé un pittore durante i propri viaggi per avere delle vedute e immortalare i paesaggi, visti in occasione dei suoi soggiorni. Il pittore permetteva inoltre di dare lezioni di disegno e anche di fornire aneddoti storici che riguardavano i monumenti visitati, e di ripartire con delle vedute. E poi a volte consigliava l’acquisto di oggetti o dipinti. Quindi Hercule Trachel incontra la famiglia Rothschild nel 1858. Da questa data viaggeranno insieme quasi ogni anno fino al 1871. E Hercule Trachel muore nel 1872. Insieme andranno molte volte in Italia e si soffermeranno a Roma, così come a Venezia e a Napoli. La prima sala della mostra è interamente dedicata a vedute di Roma con un focus particolare sulle opere di Tivoli, ma anche sugli acquedotti nella campagna romana.

Venezia “pittoresca”

Nella seconda sala troviamo alcune magnifiche vedute di Venezia, di cui la direttrice ci sottolinea l’importanza.

JL: Venezia è stata uno stravolgimento estetico per Hercule Trachel e la baronessa Charlotte de Rothschild. Al punto che il soggetto veneziano diventerà assolutamente centrale e maggioritario nelle loro opere. E quello che è divertente notare in queste opere – che si chiamano di tipo pittoresco – è che per generare emozione e curiosità nelle persone che guardavano o acquistavano queste opere, vengono ricomposte talvolta delle scene. Vengono migliorate le architetture, avvicinati due edifici o aggiunti personaggi dediti alle loro attività. E questo è davvero caratteristico della pittura pittoresca. Tuttavia si riconosce sempre immediatamente Venezia con le sue gondole, i suoi ponti e i suoi palazzi.

Gli oggetti d’arte collezionati

Sono numerosi gli oggetti d’arte che vediamo esposti in teche, come le ceramiche di Faenza in questa seconda sala. Jeanne Pillon ci spiega che la sfida della mostra era quella di presentare oltre alle opere dipinte da Trachel e Charlotte de Rothschild durante questi viaggi, anche quelle acquistate e quindi donate in seguito al Musée des Beaux-Arts. 

JP: Ci siamo impegnati a ricercare quali fossero le opere comuni nelle collezioni dei Trachel e dei Rothschild. Abbiamo visto che questo insieme di ceramiche si ritrova in entrambe le collezioni ed è molto emblematico di ciò che queste due famiglie potevano raccogliere, acquistare durante questi viaggi.

La mostra al Musée Masséna e al Palais Lascaris

Abbiamo poi chiesto alla direttrice di parlarci degli altri luoghi attraverso i quali si sviluppa questa mostra. 

JL:  Era importante per noi lavorare con i nostri colleghi degli altri musei di Nizza, e in particolare con il Palais Lascaris e il Musée Masséna. Perché oggi la collezione dei Trachel, arrivata al Musée des Beaux-Arts nel 1903, è conservata in diversi luoghi della città. In questi altri due musei, ma anche nelle biblioteche, la Bibliothèque Chevalier de Cessole, la Bibliothèque Patrimoniale Romain Gary. O ancora nel Museo di archeologia di Cimiez. E quindi era importante per noi mostrare che queste collezioni oggi arricchiscono diversi luoghi della città. Qui presenteremo il particolare destino della baronessa Charlotte de Rothschild, di Hercule Trachel e di Antoine Trachel. Ma a Palazzo Lascaris ci sarà Dominique Trachel, Fanny Trachel la sorella e Fanny Trachel la nipote, che saranno presentate più nel dettaglio. E al Museo Masséna sono presentate le opere di Hercule e di Antoine Trachel che rappresentano specificamente Nizza e la sua storia.

Charlotte de Rothschild

Ci racconti di Charlotte de Rothschild.

Charlotte de Rothschild, che è estremamente importante per il museo e nella vita dei Trachel, è una figura femminile che è stata sfortunatamente un po’ dimenticata dalla storia dell’arte. È un’artista. Molto giovane ha studiato disegno e acquerello accanto a grandi nomi della pittura. Ha fondato una società degli acquerellisti francesi e ha esposto molto. È anche collezionista, è una delle prime ad essersi interessata ai primitivi italiani e condivide questo gusto per questo tipo di pittura con Hercule Trachel.
Abbiamo ritrovato nella loro collezione – e sono esposte al Musée des Beaux-Arts – due opere di primitivi italiani che sono veri gioielli. E infine, Charlotte de Rothschild è anche mecenate. Avrete capito, ha sostenuto Hercule Trachel, ma ha anche sostenuto altri artisti, incisori, artiste donne e altri pittori della sua generazione, che sosterrà acquistando le loro opere e diffondendole ovunque, attraverso donazioni e riproduzioni in riviste artistiche in tutta la Francia.
La mostra presenta un suo ritratto, opera di Jean-Léon Gérôme, prestito del Musée d’Orsay.

In questa sezione su Charlotte de Rothschild, abbiamo la gioia di poter presentare opere inedite di Charlotte de Rothschild, acquerelli, ma anche belle incisioni. Si è infatti formata in questa tecnica con Félix Braquemont. Deve averne probabilmente donate ad Hercule Trachel, poiché nel lascito Trachel figurava un insieme importante di incisioni e anche di acquerelli.

Charlotte de Rothschild

Le Milieu artistique niçois

Per far vivere gli artisti si sono dovute creare delle forme di associazione che organizzavano delle grandi esposizioni che si chiamavano Salons in cui gli artisti potevano esporre e vendere le loro opere. Effettivamente i Trachel hanno partecipato a questi saloni in qualità di espositori e si parla della Société des amis des arts che è la prima negli anni 1850 a organizzarne. Ricordiamo anche le prime gallerie d’arte in particolare le gallerie Del Vecchi e Visconti che erano anche saloni di lettura e fornitori di materiali artistici. Poi l ‘ambiente artistico nizzardo è fatto anche dai committenti. Quindi ricordiamo anche la commissione di decorazioni artistiche in residenze private. I Trachel eseguivano anche pitture a fresco e sappiamo che ebbero delle grandi commissioni in questo senso. Oggi è difficile trovare questi affreschi che per la maggior parte sono spariti a causa delle ristrutturazioni. Abbiamo però trovato molti schizzi preparatori che ci mostrano lo stile delle decorazioni che i Trachel eseguivano in queste residenze private.

JP: Ci sono ancora opere visibili a Nizza, si tratta delle opere realizzate per le chiese di Nizza. Quello che ha permesso di lanciare la carriera di Hercule Trachel sono state le commissioni religiose. Abbiamo ancora la fortuna di conservare nella Chiesa del Gesù o al Monastero di Cimiez degli affreschi realizzati da Hercule, probabilmente aiutato da Dominique Trachel. Delle visite hors les murs sono organizzate ogni primo sabato del mese alle 14.30 al Monastero di Cimiez e alla Chiesa del Gesù per ammirarle.

Amélie Beaury-Saurel
Camille Claudel

Le donazioni Rothschild

JL: In un’ulteriore sala sono raccolte specificamente le donazioni Rothschild, concentrandoci su due aspetti. Innanzitutto il fatto che sostenevano molto le artiste donne. E questo non solo la baronessa Charlotte, ma anche i suoi fratelli Alphonse ed Edmond. Sono presentate opere di Amélie Beaury-Saurel, che è una delle maggiori rappresentanti della pittura femminile nel XIX secolo, e di Camille Claudel, importante rappresentante delle scultrici del XIX secolo. Mostriamo anche opere che sono state donate a Nizza, a Menton e a Tolone, per ricordare che le donazioni Rothschild non si limitarono al museo di Nizza, ma riguardavano tutti i musei della Côte, e più in generale tutti i musei di Francia.

Per continuare a parlare delle donazioni Rothschild, notiamo che ciò che c’è dietro di esse, è una volontà di rendere l’arte accessibile a tutti. I Rothschild e il loro consigliere Paul Leroy doneranno ai musei di provincia opere dipinte e scolpite, ma anche un gran numero di incisioni. Queste sono un mezzo per diffondere i capolavori, poter mostrare opere che sono normalmente esposte in altri musei e che non possono viaggiare. Attraverso l’incisione il pubblico e i visitatori hanno accesso a queste opere. Quindi c’è una vera volontà democratica e pedagogica dietro queste donazioni. 

L’arte religiosa

In effetti, nelle collezioni Trachel e Rothschild, ci sono un numero molto importante di opere a soggetto religioso e cristiano. Allora, questo si spiega con diverse ragioni. Innanzitutto, l’arte antica, fino al XVIII secolo, ha tematiche principalmente tratte dalla Bibbia. E poi, abbiamo già accennato all’interesse di Charlotte de Rothschild e di Hercule per i primitivi italiani. Presentiamo qui dunque un piccolo gioiello, un elemento di predella di Lorenzo Monaco.
Infine, abbiamo menzionato che i Trachel realizzavano affreschi nelle chiese. Quindi, la presenza di soggetti religiosi era, comunque, una parte importante della loro iconografia.

Lorenzo Monaco – I funerali di Sant’Agostino

La galleria

Nell’ultima sala della mostra, che è la galleria, presentiamo diverse tipologie di oggetti che mostrano la grande diversità di ciò che è stato donato dai Trachel e dai Rothschild. Abbiamo adottato – continua la direttrice – una museografia che richiama in modo contemporaneo quella del gabinetto delle curiosità. Perché? Perché quando il lascito arriva nel 1903 al Musée des Beaux-Arts, che è all’epoca in Avenue Notre-Dame, c’erano così tanti oggetti che il conservatore dell’epoca ha scelto di mostrarli tutti in modo molto denso e giocando con effetti di accumulazione e simmetria che erano molto spettacolari. Oggi si parla dell'”effetto wow”. Abbiamo cercato in una forma più contemporanea, di ricordare questa museografia originaria della collezione quando è stata donata alla città di Nizza.

Métamorphoses

Abbiamo poi voluto porre alla conservatrice un’ultima domanda che non ha necessariamente a che fare con questa mostra. Il Musée des Beaux-Arts è sempre molto attivo e organizza molti eventi. La compagnia di danza contemporanea La Compagnie Humaine sta realizzando un un progetto per il Musée des Beaux-Arts, Metamorphoses e le abbiamo chiesto di raccontarci di cosa si tratta.

Oggi è molto importante per i musei far vivere la loro collezione attraverso le diverse arti. La danza, da molti anni ormai, è al centro delle istituzioni museali. L’abbiamo presa da un angolo un po’ particolare, quello della costituzione di archivi danzati, della trasformazione del museo durante i suoi lavori. Perché portiamo avanti un grande progetto di ristrutturazione che sarà annunciato dal sindaco di Nizza tra qualche tempo. E abbiamo già condotto un certo numero di lavori dietro le quinte del museo, che non sono accessibili al pubblico. Nel vedere tutti questi cambiamenti ho pensato che fosse importante conservare una traccia di ciò che c’era prima e del modo in cui le cose sono cambiate. Quindi ho chiesto a Eric Oberdorff, che è il coreografo e direttore della Compagnie Humaine, di venire regolarmente lungo gli anni a fare video e fotografie ai ballerini all’interno di questi spazi che evolvono. Ne deriverà quindi una serie di foto ma anche un film che sarà un archivio danzato della metamorfosi del museo nel corso di questi anni.

Le mostre a venire

Quali sono infine i prossimi progetti del Musée des Beaux-Arts?

JP: Il Musée des Beaux-Arts ospiterà due prossime mostre. Una pre-mostra intorno a un’opera di Monet che è un eccezionale prestito dal Museo d’Orsay di un dipinto intitolato “Le Ville a Bordighera” e che sarà presentata dal 5 aprile al 7 giugno. Sarà seguita poi da una mostra dedicata al soggiorno nizzardo di Berthe Morisot. Si tratta di un soggetto che non è stato ancora studiato e che permetterà di riunire opere per lo più inedite e altre opere note ma sparse in tutto il mondo. Opere dipinte a Nizza e dipinte ricordando Nizza. Permetterà poi di confrontare le opere di Berthe Morisot con quelle dei suoi amici impressionisti, in particolare Renoir e opere inedite di sua figlia Julie Manet.
Questa mostra inizierà il 7 giugno e continuerà fino al 29 settembre e ci sarà una coproduzione con il Palazzo Ducale di Genova e quindi la mostra ricomincerà a Genova dall’11 ottobre 2024 al 23 febbraio 2025 .  

Ringraziamo la direttrice del Musée des Beaux-Arts Jules Chéret, Johanne Lindskog e la co-curatrice dell’esposizione Jeanne Pillon per averci accolto e così ampiamente raccontato questa mostra così ricca.