Art

Léo Caillard, interferenze e neo-rinascimento

Interferenza: questa è la parola chiave dell’opera dello scultore francese Léo Caillard. Interferenza dei tempi storici, interferenza di frequenza d’onda, interferenza di forme e di modi. Interferenza che ci interpella a livello concettuale su quello che siamo, che siamo stati e che potremmo essere.
C’è molta scienza alla base del lavoro di Léo Caillard, che prima di intraprendere il suo percorso di artista ha avuto una formazione in ambito scientifico, affascinato dall’esplorazione del tempo e dalla fisica quantistica.

Nelle sue serie Hipster Sculture o Hipster in Stone degli esemplari della statuaria antica ci appaiono abbigliati con abiti e accessori moderni. Attraverso questo gesto, che a prima vista può sembrare semplicemente umoristico, Léo Caillard solleva la questione dei nostri codici sociali e della nostra stessa rappresentazione come individui.
A volte è il contrasto tra le pose altere e la quotidianità che i dettagli suggeriscono a innescare la dissonanza che ci sorprende, altre sono gli stessi atteggiamenti, che non ci si aspetterebbe di ritrovare in austere sculture marmoree.

“Per la serie ‘Hipsters in Stone’ l’idea era di vestire la statuaria del Louvre con abiti molto casual, caratteristici della nostra vita quotidiana urbana. La tendenza ‘hipster’ con barbe lunghe, capelli lunghi, adorazione del corpo attraverso lo sport, tutto questo ricorda le caratteristiche delle statue greco-romane. Improvvisamente, attraverso i vestiti, la nostra prospettiva cambia drasticamente e non possiamo non vedere queste statue sotto un’altra luce, come gli individui di oggi, che ci riportano alla nostra appartenenza alla storia globale”.

In Light Stone è la luce a ridisegnare la pietra, attraverso spirali al neon o fasci luminosi che ricreano le sculture dell’antichità proiettandole nell’era della tecnologia 

Ma la forma dell’energia torna in modo più sottile e al tempo stesso potente nelle serie Wave Stone. Qui è la materia stessa a prendere la forma sinusoidale di un’onda, a distorcersi e a ricreare i busti intagliati nel marmo e nella pietra di Afrodite, Lacoonte e Venere.

In questo caso l’interferenza diventa un fenomeno fisico e ci interpella non solo sulle illazioni del passato nel presente e viceversa, ma anche sulla realtà della materia, sul nostro modo di percepirla e di darle un senso nel tempo e nello spazio. 

“I miei occhi hanno sempre cercato di osservare il mondo per scoprirne il significato e i codici. Ho pensato che una comprensione metodica attraverso la scienza avrebbe fornito le risposte, ma l’aspetto artistico e concettuale ha prevalso alla fine” afferma “Cerco di mostrare ciò che pensiamo di sapere in modo diverso, in modo da scuotere le nostre convinzioni e stabilire un dialogo tra le epoche. Siamo a un crocevia di cambiamenti radicali che ci impongono di guardare alla nostra storia passata”.

“Recentemente c’è stato un radicale ritorno al passato, una sorta di ‘neo-rinascimento’ dove artisti e intellettuali, cercano di attingere alle culture classiche per ritrovare forti radici con un nuovo modo di pensare, contrario a un approccio temporale lineare per il fatto che la scienza e la tecnologia ci portano a ripensare la storia come una totalità circolare, interconnessa, quasi metafisica.”

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